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mercoledì 5 marzo 2014


MAERSK, «PIATTAFORMA DI VADO OPERATIVA ENTRO IL 2017»

"La piattaforma genererà 420 posti di lavoro in avvio e 640 a regime, fra diretti e indiretti". Se fosse vero, la Maersk sarebbe la migliore medicina per curare la provincia di Savona, un paziente affetto dalla grave malattia della disoccupazione. Gianluigi Miazza, presidente dell'Autorità portuale di Savona, assicura che l'infrastruttura sarà operativa entro il 2017 e che i suoi effetti benefici sull'occupazione si faranno sentire da subito. "I lavori di riempimento della baia sono al 50% – ha detto Miazza – e quelli complessivi al 10%. Al momento alla costruzione dell'opera sono impiegate tra le 50 e 60 persone. Altrettante saranno assunte tra il 2015 e il 2016. A regime, tra diretti e indotto, la piattaforma darà lavoro a 640 persone". In realtà, durante la visita ai cantieri di lunedì mattina, Carlo Merli di Apm Terminals, l'impresa che si occupa fisicamente della realizzazione dell'opera, si era lasciato andare a una stima decisamente più ottimistica ("almeno 1200 posti"), generando un po' di confusione tra i presenti sui numeri reali dell'infrastruttura. L'amministratore delegato si è anche lanciato in una valutazione sui dati delle figure professionali che saranno richieste. "L'azienda avrà bisogno di circa un centinaio di dipendenti tecnico amministrativi, come dirigenti, quadri e impiegati, i cosiddetti "colletti bianchi" – ha continuato Merli -. Le figure amministrative saranno quelle più urgenti. Poi serviranno almeno duecento operativi sulle banchine. Il restante personale sarà costituito da figure di contorno, come addetti alla manutenzione e al controllo degli impianti".
Attraverso il portale sul sito dell'Autorità portuale di Savona nel 2012 sono state raccolte 5860 manifestazione di interesse da parte di singole persone per lavorare sulla piattaforma: è il termometro di quanto sia alta la "febbre" da lavoro in provincia. Infatti ben 3000 richieste sono arrivate proprio dal territorio savonese e 627 dal comprensorio vadese (Vado Ligure, Bergeggi e Quiliano). Ma a scrivere all'Autorità portuale sono state anche persone interessate da molto lontano, anche dalla Calabria e dalla Svizzera.
Brutte notizie invece per Anas e per il lavori di costruzione dell'Aurelia bis, in colpevole ritardo. Non ci sarà spazio, sotto la piattaforma Maersk, per le terre scavate dalle "talpe" sotto le colline di Savona e Albisola. "C'era un'intesa tra Anas e Maersk ideata tra il 2009 e il 2011 – ha spiegato Gianluigi Miazza, presidente dell'Autorità portuale – per il conferimento delle terre di scavo prodotte dai cantieri dell'Aurelia bis nella baia di Vado. Ma si tratta per buona parte di lavori che abbiamo ormai già portato a termine, utilizzando terre di cava. Nel nostro impianto c'è ancora spazio per i materiali, ma di sicuro non per tutto lo smarino prodotto dalle talpe. I cantieri dell'Aurelia bis genereranno molta più terra di quanta noi saremmo mai in grado smaltire. Non si tratta di impegni non corrisposti; i nostri lavori continuano con serenità". Per quanto riguarda i materiali che serviranno a riempire i cassoni di ancoraggio della piattaforma contanier di Vado Ligure, Apm Terminals ha bisogno di un prodotto ben preciso: basalto, che proverrà da un altro cantiere, quello per la realizzazione del nodo ferroviario di Genova. Per quanto riguarda invece le imprese che vorranno proporre la loro candidatura per una prestazione di servizi legati alla piattaforma Maersk, sul sito dell'Autorità portuale di Savona è stata realizzato un punto di accesso multimediale da cui inoltrare le domande. "La pagina sarà funzionante e operativa a partire dal 15 di marzo. Sarà un prezioso strumento per le imprese del nostro territorio che vorranno candidarsi per prendere parte ai lavori" assicura Rossana Varna, dell'Autorità portuale.

Fonte: The Medi Telegraph


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