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mercoledì 9 maggio 2018


Radicchi veneti, l'unione fa la forza

Il radicchio veneto è il prodotto simbolo di questa edizione di Macfrut, la fiera più importante d'Italia dedicata al comparto ortofrutticolo che apre i battenti stamani. Sarà un'occasione di prestigio per il pregiato fiore d'inverno che da mesi accompagna la comunicazione della kermesse riminese.

Come ricorda Opo Veneto, organizzazione di produttori che espone nel padiglione del Veneto (Padiglione B5, stand 35/75), "i radicchi sono un esempio di prodotto che incontra sempre più il gusto e il consenso dei consumatori". Nella regione si coltivano tra l'altro produzioni tipiche e sostenibili come il Variegato di Castelfranco di Igp e i radicchi rossi di Treviso Igp, di Chioggia Igp e di Verona Igp. Lo stand di Opo Veneto ospiterà i vari consorzi di tutela delle Igp in un'area di oltre 400 metri quadrati che offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta.

Diversi incontri in fiera parleranno del radicchio veneto, il quale rappresenta più della metà della produzione italiana di questo ortaggio. "Radicchi, così sono diventati una referenza moderna" è il titolo del convegno, organizzato da Edagricole, che si svolgerà nel pomeriggio di giovedì 10 maggio. Nell'occasione Cesare Bellò, consigliere delegato di Opo Veneto, spiegherà come la "biodiversità fa bene alla produzione" e le ragioni per cui bisognerebbe valorizzarla. Allo stesso incontro parteciperà per Opo Veneto anche Federico Nadaletto, responsabile dei mezzi tecnici, che illustrerà l'esperienza tecnica e gestionale dei soci, dalla coltivazione al post raccolta. Sono in programma, poi, gli interventi di Elisa Macchi, direttore del Cso Italy (andamento della campagna 2017/18), di Giorgio Gianquinto, professore dell'Università di Bologna (nuovi orientamenti della tecnica colturale), di Franco Zecchin, responsabile del Consorzio Agrario del Nordest (evoluzione della coltura nel litorale veneto) e di Germano Fabiani, responsabile reparto ortofrutta di Coop Italia (Il nuovo approccio sviluppato dal consumatore italia).

"L'ortofrutta veneta da commodity a speciality, il ruolo strategico della ricerca" è un altro importante appuntamento, in programma sempre il 10 maggio, alla mattina, presso l'area di Opo Veneto. Lo organizzano l'Aop Veneto Ortofrutta e la Coldiretti del Veneto, il cui direttore Pietro Piccioni coordinerà i lavori. Tra i relatori ci saranno Cesare Bellò e Nicola Tormen, della Wba (World biodiversity association). Opo Veneto e Wba interverranno anche nel convegno in programma oggi sul tema "Prodotti di qualità nei territori di qualità. Esperienze e prospettive nella cooperazione internazionale", progetto di cooperazione tra Italia e Cuba in cui l'Op ha portato la propria esperienza.
 
"Siamo all'interno dell'area di Opo Veneto - spiega, da parte sua, Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia Igp - perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell'origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. L'ambientazione degli stand, collocati tra filari di alberi, vuole idealmente rappresentare come e dove coltiviamo i nostri ortaggi: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell'ambiente. E' l'applicazione del concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un'agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore".

Il radicchio di Treviso coronerà a Macfrut una stagione da record, contraddistinta da un incremento più che positivo per le varietà Igp. A stagione conclusa il Consorzio di tutela dell'Igp ha pubblicato i dati certificati dal Csqa da gennaio a dicembre 2017, risultati che confermano una continua crescita rispetto al 2016. Ma le buone notizie non sono finite dal momento che le gelate dei primi mesi del 2018 hanno favorito un andamento del prodotto in costante aumento, che ha saputo rispondere alla maggiore richiesta di prodotto certificato. La stima avanzata dal Consorzio mostra che nei cinque mesi di produzione a cavallo tra 2017 e 2018 sono stati etichettati oltre un milione di chili di Radicchio rosso di Treviso tardivo, un risultato difficile da immaginare fino a pochi anni fa. Cavalca l'onda della crescita anche la varietà precoce che sfiora i 400mila chili, stessa linea anche per il variegato di Castelfranco che dovrebbe raggiungere all'incirca quota 750mila chilogrammi (dati in attesa di conferma).

"I risultati registrati in questa stagione premiano l'operato realizzato dal consiglio direttivo - afferma Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Treviso Igp - un lavoro di squadra che negli ultimi tre anni ha visto i consiglieri mettere in primo piano il mondo agricolo, i produttori e il loro lavoro valutando e interpretando sempre con occhio attento le esigenze del mercato. Uno sforzo che ha saputo dare risposte concrete alla domanda di prodotto certificato e che oggi permette di registrare un incremento considerevole delle produzioni tutelate. Grazie alla strada intrapresa guardiamo al futuro consapevoli di poter cogliere le sempre maggiori opportunità per un prodotto eccellente come il radicchio".

Clicca qui per maggiori informazioni sui convegni di Opo Veneto

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