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lunedì 22 ottobre 2018


Bibita da Oscar con le clementine calabresi

C’è anche l’agri-bibita di clementine calabresi tra i sei vincitori del premio per l’innovazione Oscar Green di Coldiretti e Campagna Amica. I riconoscimenti sono stati attribuiti sabato, in occasione del 17esimo Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio. “Una testimonianza dell’eccezionale spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori che con coraggio e passione sfidano la crisi e riescono a fare business”, il commento di Coldiretti Giovani Impresa, promotrice dell’iniziativa. La novità “ortofrutticola” ha trionfato nella categoria “Creatività”: merito di Glauco Gallo (nella foto sopra la premiazione) che in Calabria, a Corigliano, ha creato una bibita ribattezzata Clemì che contiene il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie. 

Per 20 anni l’azienda agricola Medi Mais Calabria Srl di Gallo ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali; ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre in proprio la bibita. E' così che nasce la bibita: le clementine vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato, preparato e imbottigliato. Una passione genuina, quella di Gallo, che è anche ideatore del primo museo delle clementine.

                                  

In finale agli Oscar erano arrivate anche altre ingegnose proposte: dal pomodoro sottomarino creato adagiando i San Marzano in vasetti riempiti di acqua di mare (foto sotto), Made in Campania, al primo aceto di kaki prodotto in Veneto ma realizzato ad arte secondo la tradizione millenaria dell’estremo oriente, fino all’elettrodomestico capace di coltivare ortaggi di alta qualità in casa senza metalli pesanti e pesticidi.


Tra i partecipanti al forum Coldiretti c'era il ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio: “Nella manovra abbiamo fatto delle richieste per quanto riguarda le risorse al primario, in particolar modo per l'agricoltura 4.0, ma non mi piace fare promesse per poi dovermele rimangiare domani”, ha detto. "I giovani sono la forza del settore agricolo. Quando vado in giro per l'Europa sono orgoglioso di raccontare il nostro patrimonio agroalimentare. L'obiettivo è quello di creare un'agricoltura diversa che guardi al futuro e per questo è fondamentale fare squadra". "Abbiamo deciso di puntare al 100% italiano, è quello che ci chiede la gente", ha detto ancora Centinaio. "Dobbiamo portare avanti questo obiettivo in agricoltura e nel turismo. 

L'importanza di fare sistema è più volte stata evocata, nel corso del forum: "La distribuzione moderna promuove buone pratiche commerciali per la correttezza della filiera", ha detto il presidente di Adm, Giorgio Santambrogio. "È favorevole alle nuove norme europee, purché equilibrate tra le parti e nella tutela dei soggetti più deboli, che siano agricoltori, piccole industrie o piccole imprese del retail".



A Cernobbio è stato evidenziato che l’Italia con 55mila imprese agricole condotte da "under 35" è al vertice in Europa nel numero di giovani in agricoltura. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.  

E intanto Coldiretti denuncia: dal riso asiatico alle nocciole turche, dall’ortofrutta sudamericana a quella africana fino ai fiori dell’Ecuador, il 20% dei cibi stranieri che arrivano in Italia sono “fuorilegge” perché non rispettano le stesse garanzie vigenti a livello nazionale in materia di lavoro, ambiente e salute. E’ quanto emerge da un’analisi presentata al forum. Un fenomeno che spinge ben il 43% degli italiani a chiedere di bloccare le importazioni da quei Paesi che non rispettano le regole, secondo il sondaggio Coldiretti/Ixè.



Intanto, fanno registrare un balzo del 58% nel 2018 le notizie di reato nel settore agroalimentare che si estendono ai principali comparti, dal biologico al vino, dall’olio all’ortofrutta, dalle conserve ai cereali. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei risultati operativi dei circa 25mila controlli effettuati dal Ispettorato Centrale Repressione Frodi nei primi otto mesi dell’anno.

E ancora, per quasi sei italiani su dieci (58%) l’Unione Europea tratta l’Italia peggio degli altri Paesi mentre solo una sparuta minoranza del 7% ritiene che l’Ue abbia un occhio di riguardo per lo Stivale. Quasi la metà degli italiani (45%), inoltre, stando a un altro rapporto presentato da Coldiretti, è favorevole all’introduzione dei dazi per difendere il made in Italy a tavola rispetto ai rischi legati al commercio internazionale. Contrario ai blocchi solo il 32%, mentre un 24% non si pronuncia.

Tra i temi trattati a Cernobbio anche ecommerce e modelli di consumo: in controtendenza all’andamento generale, sono trentuno milioni gli italiani che non hanno mai fatto la spesa sul web e non rinunciano al contatto diretto per avere maggiori opportunità di scelta, poter toccare con mano i prodotti ma anche come occasione di socializzazione. Lo dice una ricerca Coldiretti/Censis presentata al forum. Si evidenzia una tendenza alla polarizzazione dei comportamenti di acquisto tra chi approfitta delle piattaforme web di food delivery per poter mangiare e rifornirsi senza dover uscire di casa e chi invece non rinuncia a fare la spesa personalmente anche per  vivere esperienze che vanno al di là del semplice momento di consumo.

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