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giovedì 29 novembre 2018


E' l'ortofrutta, bellezza

“La bellezza sta negli occhi di chi guarda” oppure, anche, “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Non solo nei modi di dire, la bellezza entra nella nostra vita quotidiana in tante forme e anche chi lavora nel marketing, prima o poi, si è chiesto come poterla definire in modo oggettivo.

Ora, chi si occupa di marketing ortofrutticolo (nella fattispecie Roberto Della Casa) ha alzato ulteriormente l’asticella, ha portato frutta e verdura nel magico mondo della bellezza, accanto ai capolavori dell’arte. Un’operazione che può sembrare azzardata, se non paradossale, ma potrebbe essere l’unico modo possibile, per il sistema ortofrutticolo, di recuperare competitività nei pensieri dei consumatori.

Una provocazione? Forse. Sappiamo, però, che l’incremento dei consumi non si ottiene abbassando i prezzi. E nemmeno proponendo prodotti che, perfetti per forme e colori, rivelano sapori quasi imbarazzanti. Il bello e ben fatto, vanto del nostro artigianato, purtroppo non appartiene (ancora) al nostro quotidiano: serve il prodotto in quel determinato periodo perché c’è un vuoto di offerta. Basta che ci sia, nessuno - o pochi - pensa alle caratteristiche (le qualità, si diceva una volta) che deve avere.
Sporadiche e isolate iniziative, nuovi segmenti d’offerta e nuove varietà non possono bastare, serve un’azione sinergica che riposizioni l’ortofrutta tra le priorità di consumo. Un’operazione coraggiosa, che cambi i paradigmi di un’offerta che non appaga più chi compra.

Eppure, consistenze, forme e colori unici e irripetibili rendono immediata l’associazione frutta e verdura uguale bellezza, lo confermano le numerose nature morte esposte nei musei più importanti del mondo. Ma si può andare oltre e non fermarsi all’apparenza: bello da vedere può significare buono da mangiare. La bellezza della frutta e verdura, poi, è magnificata dall’intelligenza dell’esposizione, dal packaging (possibilmente ecocompatibile e instagrammabile), dall’equità (vedi fairtrade).

Domani, finalmente, è il "giorno della bellezza". Della "nostra" bellezza: incontrarsi, confrontarsi e, magari, trovare soddisfazione. All’NH di Assago Milano sono attese 700 persone, più di 70 appartenenti al mondo della grande distribuzione, oltre a chi si intende di bellezza. Sarà la lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, infatti, a confermarci che “l’ortofrutta è bella e non lo sa”.

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