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lunedì 10 dicembre 2018


Pratiche sleali, la posizione delle cooperative

“Le norme di tutela a favore delle imprese agroalimentari contenute nella Direttiva sulle pratiche sleali attualmente in discussione in ambito comunitario devono essere applicate a tutte le aziende che operano nella filiera, indipendentemente dalle loro dimensioni. Se una pratica è considerata sleale, lo è infatti a prescindere dalle dimensioni dei soggetti coinvolti, sia di quelli che la applicano che di quelli che la subiscano”. Lo sostiene Davide Vernocchi, coordinatore ortofrutta Alleanza cooperative agroalimentari, all’indomani del quarto incontro di trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue per l’approvazione del testo della Direttiva sulle pratiche sleali che intende riequilibrare i rapporti di forza tra mondo della produzione e distribuzione in tutti i paesi europei.

“Apprezziamo il lavoro svolto dal primo vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro nel difendere l’ambito di applicazione delle nuove norme rispetto alla posizione contraria del Consiglio - aggiunge Vernocchi - Ci auguriamo che nel nuovo incontro previsto mercoledi 12 dicembre a Strasburgo si possa arrivare all’approvazione finale di una direttiva fortemente auspicata da tutte le imprese che operano nella filiera e che vanno tutelate nella loro interezza, nessuna esclusa. Una volta infatti considerata censurabile una o più pratica sleale, questa deve essere vietata in maniera indistinta, indipendentemente da quanto sia grande o piccola l’impresa che la subisce”.

Anche l’ipotesi di far applicare le norme di tutela solo alle aziende sotto una determinata soglia di fatturato non è secondo l’Alleanza cooperative condivisibile, poiché, spiega Vernocchi, “determinare una soglia, quale che sia, sarebbe in ogni caso una decisione arbitraria e come tale oggetto di possibili strumentalizzazioni, dal momento che non ci sono meccanismi economici che possano definire quando un’azienda è grande o piccola”. Senza considerare che “una eventuale tutela riservata alle sole imprese sotto una certa soglia di fatturato potrebbe inoltre rivelarsi addirittura penalizzante per le stesse imprese che la direttiva si propone di tutelare”.

“Di fronte al rischio che migliaia di produttori riuniti in Op struttura e dimensionate vengano escluse dalla tutela contro le pratiche sleali – conclude Vernocchi - invitiamo pertanto il Parlamento a proseguire con determinazione l’azione di difesa del modello aggregativo”.

Fonte: Alleanza cooperative agroalimentari


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