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martedì 18 dicembre 2018


Pratiche sleali, blitz della «staffetta» Ue Austria-Romania

Sembrava tutto rimandato al prossimo trilogo del 16 gennaio, sotto la presidenza rumena. Ma, evidentemente, alla presidenza di turno uscente (il ministro austriaco Elisabeth Köstinger) e a quella rumena (il ministro Petre Daea) - che subentrerà dall’1 gennaio per il primo semestre 2019 - non andava bene.

“Ho ricevuto oggi una lettera firmata dalla presidenza uscente austriaca e quella entrante rumena - spiega Paolo De Castro, relatore e negoziatore per il Parlamento europeo - che invita il Parlamento a tornare al tavolo dei negoziati domani, 19 dicembre, per la prima volta in un incontro a quattro con la Commissione Ue”.

C'è, dunque, lo spiraglio concreto di raggiungere un compromesso istituzionale sul dossier contro le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare prima di Natale. “Sono pronto a cogliere tutte le opportunità che possono permetterci di introdurre finalmente in Europa, dopo 10 anni di battaglie, una legislazione in grado di proteggere agricoltori, aziende e cooperative dalle pratiche commerciali sleali della grande distribuzione. Ma - sottolinea il primo vicepresidente della Commissione agricoltura - gli altri negoziatori sanno che il Parlamento non può accettare la proposta di direttiva dell'Esecutivo che si limita a garantire le aziende che realizzano un fatturato fino a 50 milioni o poco più, lasciando gli altri privi di tutela”.

Il nodo resta, infatti, quello della soglia di fatturato dei 50 milioni. “Certo le posizioni sono ancora distanti, ma si sta lavorando per smussare gli angoli. Non intendiamo sottrarci a un ultimo sforzo congiunto prima di Natale, come ci chiedono le presidenze austriaca e rumena, nel tentativo di trovare un accordo. Vogliamo con forza - conclude De Castro - che questo spiraglio di accordo diventi una realtà concreta per i nostri produttori”.

Nella loro lettera le presidenze austriaca e rumena ricordano che - oltre a fissare “un'armonizzazione minima nell'Ue sul campo d'applicazione della direttiva” - il compromesso sul tavolo prevede in modo specifico che gli Stati membri “possano innalzare la soglia minima di fatturato e aumentare il numero di pratiche sleali”.

Insomma, domani al sesto trilogo - che di fatto è un quadrangolare - potrebbe essere messo nero su bianco l’esito di una battaglia a cui De Castro sta lavorando con impegno da mesi.

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