Nocciole, in discussione il regolamento Ue sui dazi

Gli Stati membri devono esprimere un parere sul regime privilegiato della Turchia

Nocciole, in discussione il regolamento Ue sui dazi
E' in discussione il regolamento comunitario sui dazi della frutta a guscio. Nei giorni scorsi, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli si è mossa per conoscere la posizione del Mipaaft e delle associazioni agricole nei confronti delle importazioni dalla Turchia, leader mondiale del comparto nocciole. Si vuole capire, in pratica, se l'Italia è favorevole o contraria a confermare il regime fiscalmente privilegiato che va a beneficio delle nocciole turche.

La riforma sul codice doganale dell'Ue ha cambiato infatti alcune procedure che riguardano i regimi doganali speciali, tra cui il perfezionamento attivo. In particolare, per le nocciole crude importate dalla Turchia che sono sottoposte a lavorazione (tostate) nell'Ue, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di esprimersi sul soddisfacimento delle condizioni economiche per l'applicazione del regime di trasformazione sotto controllo doganale (confluito, con la riforma, nel perfezionamento attivo).

Stando agli ultimi dati l'Istat, l'Italia nel 2018 ha importato 49.391 tonnellate di nocciole crude sgusciate, di cui 31.446 tonnellate dalla Turchia. Mentre l'export nazionale del prodotto sgusciato si è attestato a 29.489 tonnellate. Gran parte delle nocciole sono acquistate dalle industrie dolciarie che hanno necessità di importare per coprire una parte del loro fabbisogno produttivo. La produzione italiana, equivalente a 132mila tonnellate nel 2018, dovrebbe soddisfare infatti circa l'80% del consumo interno, secondo una ricerca pubblicata dall'Ismea. 



Anche a livello comunitario i flussi commerciali riguardano prevalentemente le nocciole sgusciate, le quali registrano un trend d'importazione stabile negli ultimi cinque anni. Nel 2017 gli Stati membri dell'Ue ne hanno importate 121.185 tonnellate, di cui circa 96mila tonnellate dalla Turchia. 

La discussione sulla normativa doganale avviene in un momento abbastanza teso. A inizio marzo, la richiesta italiana di limitare l'importazione di nocciole turche nell'Ue per il pericolo aflatossine, presentata dalla parlamentare Mara Bizzotto (Lega Nord) alla Commissione europea, aveva surriscaldato gli animi degli operatori turchi. Da tempo, poi, la Coldiretti sostiene la pericolosità delle nocciole di questo Paese. "Le importazioni in Italia sono destinate a rifornire soprattutto l’industria dolciaria - precisa l'organizzazione agricola in un recente comunicato stampa - Lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola è spesso il primo passo della delocalizzazione, che si realizza con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali".

Sul tema dell'origine in etichetta si è espresso negli ultimi giorni anche il Gruppo Ferrero, prima azienda dolciaria Made in Italy e importante importatore di nocciole turche. "Il mercato unico europeo - ha detto su Twitter l'area Affari europei di Ferrero - offre grandi opportunità alle aziende di vendere facilmente all'interno dei Paesi dell'Ue. Tuttavia, la rinazionalizzazione delle misure normative (ad esempio l'etichettatura nutrizionale e di origine) rende più difficile trarne pieni benefici".
 
Copyright 2019 Italiafruit News