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lunedì 1 aprile 2019


«Fragole italiane, la Spagna ha rovinato tutto»

La situazione delle fragole vendute all'ingrosso è pesantissima. Non c'è varietà che tenga. Nei Mercati italiani i prezzi con cui si è conclusa la scorsa settimana non hanno soddisfatto i produttori meridionali. La causa scatenante è l'invasione dell'offerta spagnola con "padelloni" da cinque chili. Ma non è l'unica.

"Fa impressione vendere fragole italiane sotto i due il chilo in questo periodo - spiega a Italiafruit News Andrea Chiodi, direttore del Mercato ortofrutticolo di Bergamo - Tanta merce, poi, la scorsa settimana è rimasta invenduta, dal momento che anche il netto abbassamento delle temperature qui al Nord ha frenato i consumi".

"La scorsa settimana - sottolinea Chiodi - le fragole spagnole hanno spuntato 1-1,50 euro il chilo: è chiaro che con questo prezzo, gli operatori hanno fatto fatica a sostenere anche le quotazioni delle fragole italiane di qualità premium" che, in molti casi, sono scese a 2,5 euro.



"L'invasione della Spagna ha rovinato i prezzi delle fragole italiane. Anche la Candonga Fragola Top Quality è scesa a 3 euro il chilo: in questo momento il frutto è bellissimo e consistente, forse il sapore, per via del clima, è leggermente sotto gli standard", aggiunge Federico Fapanni (in foto), venditore dello stand di Ortobergamo che, nonostante la settimana di crisi delle fragole, giovedì scorso ha venduto quasi 700 colli di Candonga.

Un altro articolo con prezzi in discesa è la lattuga locale che, a Bergamo, viene ceduta a una media di 0,80 euro il chilo. Va meglio la zucchina di Fondi, "la più bella del Mercato" secondo Chiodi: il prodotto standard si attesta a un euro il chilo, mentre la produzione selezionata di piccola dimensione vale fino a 1,20 euro il chilo. “Gli asparagi - spiega il direttore - continuano a registrare prezzi medio-alti, in quanto gli areali di Puglia, Campania e Sicilia non sono stati ancora in grado di produrre volumi significativi. Anche gli asparagi spagnoli scarseggiano". 

Da segnalare poi l'arrivo delle prime partite di nespole spagnole (quantità irrisorie), l'incremento dell'offerta cilena di pere Abate e, notizia di venerdì scorso, il forte l'incremento dei prezzi di acquisto dei meloni Charentais di buona pezzatura e alta qualità. "In Martinica (Francia) mancano meloni Charentais, il Marocco ha poca merce e non di qualità. Le primizie italiane arriveranno verso il 10-15 aprile", conclude Fapanni che, in questo momento, sta distribuendo le produzioni francesi a marchio Philibon e Carlencas.



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