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Simona Caselli mercoledì 11 settembre 2019


Cimice asiatica, la soluzione non sarà veloce

“Occorreranno almeno 4 anni prima che la vespa samurai possa dare dei risultati tangibili nella lotta alla cimice asiatica e allo stato attuale non ci sono molecole efficaci contro questo insetto che sta mettendo a serio rischio il settore agricolo non solo emiliano romagnolo, ma nazionale”. Non le manda certo a dire l’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli, probabilmente il politico italiano che più di ogni altro sta cercando una soluzione a questa calamità.

Infatti, durante la presentazione dei risultati raggiunti dal Crpv nell’ambito del Psr 2014-2020, l’assessore si è particolarmente concentrata nel descrivere le ultime novità riguardanti la lotta in atto contro la cimice asiatica. “La situazione ha raggiunto una drammaticità mai vista prima nell’agricoltura italiana, e vorrei ricordare come questo insetto stia creando problemi a livello mondiale, dal Nord America alla Cina, ed in nessuno di questi Stati è stata trovata una soluzione definitiva. Giusto in Cina si contiene l’insetto tramite un antagonista naturale, l’ormai nota vespa samurai, per la quale abbiamo fatto ogni tipo di pressione affinché venisse introdotto anche nel nostro Paese. Proprio in questi giorni, di concerto con i miei colleghi assessori delle altre regioni del Nord Italia toccate da questo problema, ho mandato una lettera alla ministra Bellanova, che fra l’altro conosco da molto tempo, per metterla al corrente sullo stato attuale e sollecitarla perché si attivi senza esitazioni”.



Il punto è che c’è il forte rischio che le aziende estirpino i frutteti prima ancora di aver trovato una soluzione. “Anche se lanciassimo domani la vespa samurai nei nostri frutteti, non si avrebbero risultati apprezzabili prima di 3-4 anni, come accaduto per il Cinipide del castagno - prosegue l'assessore - Inoltre, vorrei chiarire una volta per tutte che non ci sono principi attivi realmente efficaci. Troppo spesso sento dire che non vogliamo far utilizzare ai nostri produttori insetticidi validi, come se fossimo guidati da un istinto diabolico. E' la classica fake news che non fa altro che gettare benzina sul fuoco. Ad ogni modo, ci stiamo attivando per delimitare geograficamente l’area interessata all’infestazione che è il presupposto per attivare la procedura per accedere gli sgravi fiscali da parte delle aziende gravemente colpite”.

La Caselli inoltre ha evidenziato come la cimice non sia solo un problema agricolo. “Oramai non si contano gli alberghi che appendono locandine per tranquillizzare la clientela sul fatto che si possono trovare delle cimici nelle stanze, ovviamente innocue per la salute umana. Infatti, non dimentichiamo che questo insetto creerà problemi a tutta la popolazione in quanto gli adulti passano l’inverno all’interno delle abitazioni per difendersi dal freddo. Se da un lato questo sensibilizzerà ulteriormente l’opinione pubblica - conclude - dall’altro ci stiamo attrezzando nel produrre dépliant per spiegare alla popolazione come comportarsi in questi frangenti”.

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