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mercoledì 18 settembre 2019


Bonduelle punta su local, freschezza e bio

Dal campo alla confezione in meno di 24 ore puntando su qualità, trasparenza, origine, salubrità e sostenibilità. Si è svolto ieri nella Bergamasca il press tour organizzato da Bonduelle per “Scoprire il volto della freschezza” insieme a “Le Insalate degli Agricoltori”: un approfondimento del breve viaggio compiuto dai prodotti in busta di IV gamma garantiti dalla nota azienda e dai suoi produttori.


Marco e Nicola e Salera con, al centro l'agronomo dell'azienda agricola La Vallere
 
Bonduelle punta sul localismo selezionando le varietà di insalate disponibili nelle zone di produzione più vicine ai suoi stabilimenti di San Paolo d’Argon (Bergamo) - che lavora e  distribuisce 19.500 tonnellate di insalate pronte al consumo ogni anno - e Battipaglia (Salerno), -- circa 10mila tonnellate - “garantendo la freschezza delle materie prime, rispettando la stagionalità del territorio e mettendo a disposizione dei consumatori un prodotto che passa dal campo alla busta in meno di 24 ore dalla raccolta”, ha ricordato Andrea Montagna, dal primo luglio Ad di Bonduelle Italia.



Il tour ha permesso di assistere al ciclo di nascita e raccolta de “Le Insalate degli agricoltori”, vivendo in prima persona il percorso iniziato dall’origine, nei campi de La Vallere, azienda agricola conferitrice situata nelle vicinanze dello stabilimento di San Paolo d’Argon. Qui gli imprenditori agricoli Marco e Nicola Salera, fratelli, hanno raccontato come tutto ha inizio, mostrando i passaggi della coltivazione delle insalate. Gli ospiti hanno avuto modo di assistere alla raccolta, che avviene la mattina presto, alla selezione della materia prima e alla consegna allo stabilimento. Di qui il percorso è continuato nel cuore dello stabilimento, dove avvengono i passaggi per la valorizzazione della materia prima, compreso il lavaggio e confezionamento.



Con “Le Insalate degli Agricoltori”, è stato sottolineato, Bonduelle propone una linea che va ad arricchire il mercato della IV gamma con un prodotto che, anche attraverso la garanzia diretta di chi lo coltiva, testimonia il valore della filiera corta. 



“Bonduelle è un’azienda familiare di respiro internazionale che fa affidamento su un management esterno”, ha ricordato Montagna. “Coltivate su oltre 128mila ettari, le verdure Bonduelle sono vendute in 100 Paesi in tutti i canali di distribuzione e in tutte le tecnologie: ambient, surgelato e fresco pronto al consumo, per un totale di 500 varietà di vegetali disponibili nelle diverse gamme”.  Oltre l’80% delle insalate per la IV gamma di Bonduelle hanno provenienza italiana il restante 20%, per esigenze di stagionalità o per ottenere tipologie non coltivate in Italia, come Iceberg, arriva dall’estero: in particolare 200 ettari, purtroppo colpiti dal maltempo di questi giorni, sono gestiti in Spagna.



“Il nostro è un prodotto assolutamente sostenibile dalla produzione alla lavorazione industriale", ha aggiunto Montagna. "I conferitori operano a pochi chilometri di distanza per garantire un flusso veloce senza continuità. Bonduelle, oltretutto, è l’unica azienda ad avere un laboratorio qualità certificata interno e segue con scrupolosa attenzione, cercando di supportarne il lavoro e di valorizzarli, tutti i partner in campo”.

L’azienda La Vallere, hanno spiegato Marco e Nicola Salera esprime una produzione di circa duemila tonnellate annui di insalatine per Bonduelle su 30 ettari, tutti coperti, e sta convertendosi al bio:  “I primi otto ettari saranno pronti già in ottobre, poi a dicembre 2020 tutto sarà biologico”, hanno evidenziato. “La nostra azienda accorpa tutte le fasi per garantire la massima freschezza e sviluppa le operazioni nel segno della sostenibilità. Le serre sono numerate per agevolare la tracciabilità, mentre le operazioni vengono inserite in un quaderno elettronico condiviso con Bonduelle”.

               

“Siamo tra i protagonisti del mercato italiano con una quota pari al 15-16% del totale IV gamma — ha sottolineato, in occasione della visita nello stabilimento, Montagna (foto sopra) - e nel recente passato siamo cresciuti del 20% circa anno su anno. Il biologico vale il 5% circa del totale della nostra offerta, ma è in progresso”. Non sono ancora pubblicati i dati relativi al bilancio che chiude a giugno 2019; il business italiano in ogni caso supera i 200 milioni di euro e per i due terzi è legato proprio ai fresh cut, sempre più centrali nelle strategie aziendali, con le ciotole in forte ascesa. 



Lo stabilimento di San Paolo d’Argon, ha ricordato il direttore Antonio Salvatore, “sforna” circa 110 milioni di buste l’anno, 350 mila pezzi al giorno “ed è il più grande d’Europa grazie a un’estensione dedicata alla sola lavorazione pari a 20mila metri quadri”. "Qui - ha proseguito - operano 220 persone su tre turni, sette giorni su sette, 365 giorni l’anno, da mezzanotte alle 19”.

La gamma “Le Insalate degli Agricoltori”, è stato infine ricordato, si compone di un totale di sei prodotti, alcuni stagionali e altri attivi tutto l'anno: Il Lattughino, La Rucola, il Songino, lo Spinacino, il Trio Freschezza, e l’Insalata di Lusia Igp. 

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