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venerdì 8 novembre 2019


Germania in recessione, export kaputt?

La locomotiva tedesca sta imboccando il tunnel della recessione: una brutta notizia per gli esportatori italiani di ortofrutta che già, in questo 2019, devono i fare i conti con dati particolarmente negativi. A settembre la produzione industriale ha registrato, in Germania, un calo più marcato del previsto (-0,6% su base mensile, gli analisti puntavano su un -0,3%), mentre su base annua il calo ha toccato il 4,3%. Le percentuali diffuse nelle scorse ore dall’Ufficio federale di statistica Destatis evidenziano le difficoltà della Germania in questa fase e indicano che la più grande economia europea entrerà in recessione nel terzo trimestre.

Il flusso di ortofrutta tricolore verso la Germania, pur non facendo registrare i numeri di qualche decennio fa, rimane importante: con 1 milione e 134 mila tonnellate esportate nel 2018 - sottolinea Fruitimprese - Berlino si conferma il mercato più ricettivo per i nostri prodotti. 

Ma il trend è negativo: lo scorso anno le esportazioni hanno registrato una flessione in volume dell’8% rispetto al 2017 mentre nei primi sette mesi di quest'anno abbiamo esportato circa 605 mila tonnellate contro le 678 mila dello stesso periodo del 2018, un regresso del 9%. In valore, lo scivolone è ancora più marcato: da 859 milioni a 762,5 milioni, il 12% in meno.



Il Mercato di Monaco di Baviera, uno dei principali "collettori" per l'orofrutta italiana

Un’erosione continua dovuta a diversi fattori: in primis, evidenzia Fruitimprese, il consumatore rivolge la propria attenzione su prodotti locali in cui Germania ha investito molto; è il caso di mele, fragole, ciliegie, prugne e di alcuni ortaggi. Proprio  le mele, insieme a uva da tavola, pere, pesche e nettarine, kiwi e angurie sono i prodotti italiani più esportati a Berlino. 

Su altre referenze, la Germania resta importatore netto ma il campo si fa sempre più affollato: “Il Made in Italy soffre la concorrenza di Spagna e Grecia, Paesi che riescono ad essere più competitivi a livello di quotazioni”, commenta Fruitimprese. E con la recessione alle porte, fare affari con le imprese tedesche, che già oggi mostrano particolare attenzione proprio al fattore prezzo, potrebbe diventare ancora più complicato.

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