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mercoledì 20 novembre 2019


Corruzione, tre arresti all'Ortomercato di Milano

Corruzione nell'ambito delle commesse di facchinaggio assegnate alle cooperative attive all'interno dell'Ortomercato di Milano: questa l'accusa costata ieri mattina l'arresto a Stefano Zani - direttore generale di Sogemi fino allo scorso giugno, quando la presidenza lo ha spostato alla direzione degli Affari generali - e a due imprenditori. Altre due persone sono indagate. Zani, ora ai domiciliari, era già stato indagato poco meno di un anno fa per corruzione e turbativa d'asta per una presunta tangente da duemila euro consegnata il 25 ottobre 2018 da una delle cooperative che gestiscono il facchinaggio all'interno della struttura.

Le investigazioni sono scaturite da una denuncia che ha permesso alla Squadra Mobile di Milano di svelare l'esistenza di quello che viene definito "un radicato sistema corruttivo fondato sull'elargizione, da parte degli amministratori occulti di un consorzio concessionario di servizi, di somme di denaro e regalie di diverso genere, a fronte della garanzia di un trattamento privilegiato in totale violazione delle normative in materia di evidenza pubblica e di concorrenza". Soldi, cene in ristoranti di lusso, viaggi, restauri di mobili antichi, l'assunzione di un conoscente in una cooperativa: questi, secondo gli investigatori, i "vantaggi" ricevuti da Zani.



"Zani, per quanto a conoscenza della società - sottolinea una nota di Sogemi - risulta indagato per atti, comportamenti e responsabilità personali. Peraltro già dalla fine dello scorso anno Sogemi in attesa del completamento del lavoro delle autorità competenti, aveva posto in essere alcune azioni organizzative al fine di tutelare i propri interessi, la propria immagine e la propria integrità patrimoniale provvedendo a circoscrivere le responsabilità del direttore per evitare l’insorgere di qualsiasi potenziale conflitto di interesse. La società ha fornito e continua a fornire ampia collaborazione alle Autorità e mantiene un atteggiamento prudente in ogni valutazione e commento di tale situazione".
 
Il presidente Cesare Ferrero dichiara "profondo rammarico" ricordando che "da ormai tre anni la società e l’azionista Comune di Milano sono impegnati in un intenso sforzo di rilancio strategico e operativo del Mercato Agroalimentare: tali vicende comporteranno un ulteriore sforzo al fine di associare al Mercato la necessaria immagine di trasparenza e legalità del proprio operato".

grossisti nei mesi scorsi avevano espresso solidarietà con l'allora Dg; molti di loro, anche ora, si dicono sorpresi e scettici: "S
trano che una persona alla guida di una partecipata del Comune di Milano da circa 20 anni, con oltre 200mila euro di stipendio l’anno, si lasci coinvolgere in una storia di mazzette da 1.500-2.000 euro", il commento di Salvatore Musso. "In un momento in cui, tra l'altro, è in ballo un progetto di riqualificazione dell’area marcatale da circa 100 milioni di euro... Chi può trarne realmente vantaggio?". 



Il Gip Carlo Ottone De Marchi, su richiesta del Pm Cristiana Roveda, ha disposto i domiciliari anche per l’amministratore della "Ageas Impresa Consortile Lombarda Srl" Giorgio Gnoli, alla guida di una delle società che forniscono attività di facchinaggio nell’Ortomercato. Questi è indagato anche per "istigazione alla corruzione" di un ispettore dell’Ortomercato addetto al controllo delle cooperative di facchinaggio: il rifiuto ai tentativi di "approccio" di Gnoli e Vincenzo Manco - il terzo arrestato, che lavora nella stessa cooperativa - gli sono costati minacce con tanto di una pallottola contenuta in busta.
 
Lo scorso settembre, intanto, Sogemi ha pubblicato il bando per la selezione di un nuovo direttore generale: terminata la raccolta dei curricula, nei prossimi giorni si svolgeranno i colloqui riservati ai candidati in possesso dei requisiti richiesti. Il contratto sarà triennale con possibilità di rinnovo o proroga per un periodo massimo di ulteriori due anni a discrezione della società. L'appannaggio previsto è di 160mila euro lordi annuali più una parte variabile sino ad un massimo del 30% del lordo "fisso".

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