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venerdì 29 novembre 2019


Caat, canone a misura di operatore

In passato i rapporti non sempre sono stati idilliaci e le polemiche hanno più volte tenuto banco ma ora, al Centro agroalimentare di Torino, è tempo di sorrisi e strette di mano tra i vertici della società di gestione e gli operatori: il presidente del Consiglio di Amministrazione del Caat Marco Lazzarino e il massimo esponente dell’Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli, Stefano Cavaglià, hanno siglato l’accordo per il rinnovo dei contratti di locazione in scadenza a fine novembre. Entrambi, sottolinea un comunicato, esprimono soddisfazione per il “serrato e franco confronto maturato da maggio in merito alla negoziazione del nuovo contratto di locazione che disciplinerà il rapporto almeno per i prossimi 12 anni”.

La bozza, così come licenziata dal tavolo tecnico, è stata sottoposta all’esame dei rispettivi organi di competenza, i quali l’hanno definitivamente approvata nelle scorse settimane.
Il nuovo contratto di locazione prevede un inquadramento economico che, in ossequio alle previsioni del piano industriale di sviluppo 2018-2022, punta ad assicurare l’equilibrio economico-finanziario della società e nel contempo a tutelare gli operatori insediati nel Centro, “seriamente provati dalla crisi degli ultimi anni”.



Il lavoro ha altresì rappresentato l’occasione per superare quei vulnus che, nel precedente testo, hanno alimentato dubbi interpretativi da cui sono generati i contenziosi ad oggi ancora pendenti. Mediante il nuovo contratto le parti hanno posto in essere i presupposti per quello che viene definito "un futuro collaborativo, regolato da un rapporto contrattuale aggiornato e che tiene conto delle esperienze pregresse".?

Particolarmente soddisfatto della stipula dei nuovi contratti di locazione, “frutto di un confronto professionale e leale tra le parti, che pone solide basi per lo sviluppo e la crescita del Centro” il presidente Lazzarino: “Aggiungiamo un ulteriore tassello al percorso di collaborazione che il Consiglio di Amministrazione della società ha intrapreso con i grossisti. L’impegno di tutti è volto a ricostruire e rafforzare lo spirito che deve caratterizzare una società consortile il cui scopo preminente è supportare lo sviluppo del settore agro-alimentare, che costituisce un importante motore per la crescita dell’economia della città di Torino e della Regione Piemonte”. 

E aggiunge: “Il management della società ha portato avanti, con la guida ed il supporto del Consiglio di Amministrazione, una profonda e radicale attività di efficientamento e di revisione dei costi; i significativi risparmi così generati, ci consentono ora di investire maggiormente nella manutenzione e  nell’ammodernamento del Centro,  con un particolare focus circa l’individuazione ed implementazione di soluzioni  tecnologiche innovative. Vogliamo fornire ai grossisti gli strumenti più adeguati per competere e ampliare le loro attività, generando ricadute positive sull’occupazione e sulla crescita dell’economia del territorio”.



"Pollice su" anche da Cavaglià, che parlando a nome dei grossisti dice: “Il contratto appena firmato risolverà diverse criticità presenti nel contratto in scadenza, alcune delle quali, com’è noto, hanno portato ad un costoso e lungo contenzioso con l’ente di gestione del Centro, che oggi sembra tuttavia vedere allineata la giurisprudenza sulla non debenza degli importicontestati. A livello economico si sono mantenute opportune tutele per gli operatori, ancora pesantemente segnati da crisi generale e di settore, gettando le basi anche per potenziali risparmi futuri a beneficio delle aziende conduttrici. Ciò si otterrebbe tramite strumenti di responsabilizzazione dei fruitori del Centro ed uno stretto legame alle efficienze che Caat ha prospettato in sede di trattativa: incremento dei ricavi e dell’attrattività commerciale con l'apertura ad altri settori merceologici, riduzione di alcuni costi di gestione attraverso efficienze su alcuni servizi”. 

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