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giovedì 16 gennaio 2020


Ecco il nuovo edible coating che allunga la shelf life

Continuamente sotto la lente della ricerca, la shelf life della frutta da oggi può contare su un nuovo alleato. Sono i biopolimeri organici vegetali, protagonisti del sistema di confezionamento edibile-biodegradabile progettato dalla startup faentina Iuv (Innovation Utility Vehicle) e denominato Columbus’ Egg. “I biopolimeri vegetali sono naturalmente biodegradabili e compostabili, ideali per entrare in contatto con la frutta e aumentarne la durabilità di diversi giorni, prevenendo la comparsa di muffe, lieviti e batteri. – spiega Cosimo Maria Palopoli, Ceo della startup – Dai trattamenti eseguiti finora su pere, mele e fragole, possiamo dire di aver ottenuto dei risultati incoraggianti”.

Una ricerca partita sui banchi di scuola
“La nostra ricerca su questi rivestimenti naturali vegetali nasce già nel 2011 durante gli anni del liceo – continua lo startupper – per poi essere approfondita durante l’Università. Dai diversi test, ne è scaturita la formula ufficiale. I nostri Columbus’egg sono delle pellicole edibili che migliorano la qualità intrinseca degli alimenti e la loro shelf life, se utilizzati assieme ai packaging tradizionali come le vaschette in plastica o le casse in legno. I nostri rivestimenti multistrato si ottengono per immersione multipla nei formulati, inizialmente allo stato liquido, da cui si ricava una copertura solida ed elastica. Abbiamo già brevettato la nostra formula ma è ancora protetta dal segreto industriale. Se per la frutta siamo ancora in fase di test, stiamo già applicando il nostro rivestimento sulla mozzarella e dall’estero abbiamo ricevuto anche potenziali contatti”.




Alla base una filosofia green
Dalla produzione al funzionamento, I Columbus’egg soddisfano le esigenze di una maggiore sostenibilità ambientale di cui i consumatori si stanno facendo influenti portavoce.
“Alla base dei nostri rivestimenti ci sono i biopolimeri che ricaviamo dagli scarti dell’agroindustria – sottolinea Palopoli – e dai quali estraiamo elementi plasticizzanti ed addensanti per la realizzazione di confezioni e film: questi aumentano la durabilità di un alimento secondo un’ottica green, ottimi sostituti dei packaging plastici. I nostri Columbus’egg rappresentano una soluzione intermedia, pensata come una logica di transizione per il mercato e per evitare le problematiche generate da soluzioni più repentine. Oltre che per l’ortofrutta, i Columbus’egg possono essere utilizzati anche per i freschi e freschissimi, come miglioranti naturali agli additivi di sintesi per implementarne la qualità. Sempre nella logica dell’abbattimento del monouso, abbiamo applicato la stessa tecnologia dei Columbus’s egganche nei film per il confezionamento dei secchi, per esempio per le polveri alimentari (farine, cacao, caffè, prodotti da forno) e in futuro vorremo coinvolgere anche i potenziali mercati della cosmesi e del pharma”.

Un rivestimento su misura
Columbus’egg è altamente personalizzabile e può conferire ai singoli prodotti specifiche caratteristiche come strati, dimensioni, spessore, colore, aroma e sapore. “Sulla base delle esigenze cliente – aggiunge lo startupper - è possibile migliorare ulteriormente la shelflife dell’alimento attraverso l’inclusione di antimicrobici naturali o di sintesi, autorizzati dalla legislazione vigente. Inoltre, è possibile arricchire il rivestimento con prodotti funzionali al benessere del consumatore, quali probiotici e prebiotici”.

Un team giovanissimo
A creare i Columbus’egg la giovane startup composta dall’ingegnere agroalimentare Cosimo Maria Palopoli nonché Ceo&Founfer della startup, dalla biologa nutrizionista Maria Lucia Gaetani nel ruolo di Cto e da Andrea Sala, laureando magistrale all’Università Bocconi come Business Analyst.

“Attualmente la tecnologia di Columbus’egg è sviluppata e brevettata, in attesa di industrializzazione – spiegano dalla startup - Siamo già stati premiati con il Mindset Program Silicon Valley 2017, nell’edizione 2018 del Premio Gaetano Marzotto con il Corporate Fast Track in affiancamento a Illycaffè, e abbiamo appena terminato il programma di accelerazione e di incubazione presso Romagna Tech. Nei prossimi tre anni, miriamo a raccogliere almeno 400mila euro da investitori esterni per finanziare la nostra espansione”.

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