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martedì 21 gennaio 2020


India, crolla del 40% la raccolta di uva del Maharashtra

Il settore dell’uva da tavola indiana si sta leccando le ferite per effetto del cambiamento climatico. La produzione quest’anno dovrebbe infatti crollare del 40% circa rispetto all’annata precedente, come ha spiegato il responsabile delle esportazioni dell'Associazione di produttori di uve dello Stato del Maharashtra, Jagannath Khapare, in una intervista al quotidiano Hindustan Times. 

La ragione è riconducibile al ritardo della stagione dei monsoni, i quali hanno gravemente danneggiato i vigneti delle varietà precoci fino ad ottobre e novembre.

Nell’intervista al quotidiano indiano, Khapare ha indicato che la produzione complessiva dovrebbe passare dalle 320mila tonnellate dell'annata 2018/19 alle 200-220mila tonnellate stimate per quest'anno. 



Particolarmente penalizzato il distretto di Nashik, che "dovrebbe esportare 10 container rispetto ai 70 dell'anno precedente", ha osservato l’operatore sottolineando che le uve tardive saranno disponibili dopo il mese di febbraio.

Solitamente le produzioni indiane vengono spedite in tutta Europa, Italia compresa, da novembre a marzo, con l'export che tocca il suo picco massimo nel mese di gennaio. Per ora, a fronte dell'annata sfavorevole, si registra un vistoso calo. 

Dattatray Tikekar, produttore di uva da tavola del distretto di Junnar taluka, ha confermato che i coltivatori di tutto lo Stato del Maharashtra sono stati pesantemente colpiti a causa del prolungato monsone. “Ci sono state forti piogge nel momento in cui l'uva si trovava allo stadio della maturazione - ha spiegato - L'intero raccolto ha subito danni”.

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