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venerdì 14 febbraio 2020


«Investiamo per essere sempre più sostenibili»

Ieri biologico, oggi sostenibilità. E’ il percorso di sviluppo intrapreso dalla cooperativa di produttori sardi S’Atra Sardigna, composta da circa 90 soci e che da quasi 40 anni produce ortofrutta certificata biologica, oltre a vini, formaggi, olio e miele.
“Quando abbiamo iniziato a coltivare bio in molti ci consideravano pazzi – racconta a Italiafruit Ignazio Cirronis, responsabile settore ortofrutta della cooperativa – ma negli anni questa si è rivelata una scelta vincente, sia in termini di fatturato che di rispetto ambientale. Negli ultimi sei anni abbiamo raddoppiato la nostra capacità produttiva e i nostri prodotti sono sempre più apprezzati. Siamo sicuri che non ci fermeremo qui perché i numeri del biologico sono destinati a crescere in tutto il mondo”. 
I prodotti ortofrutticoli di S’Atra Sardigna attualmente si collocano nei mercati all’ingrosso di Padova, Milano e Torino, ma anche nei negozi specializzati storici della Germania, oltre che nei negozi specializzati e nella Grande distribuzione italiana, anche grazie all'attività di Bia, il consorzio di produttori di cui S’Atra Sardigna è socio fondatore. 

Dal biologico alla sostenibilità
Biologici praticamente da sempre, ora i produttori della cooperativa sarda sono pronti a investire ancora in fatto di sostenibilità. "Grazie ad un progetto integrato di filiera che prevede quattro milioni di investimento, dedicheremo 40 ettari alla produzione di mandorleti, che ci serviranno anche come alimentazione delle caldaie a biomassa da installare entro un anno nelle serre. Lo stesso progetto garantirà un aumento della superficie serricola, che passerà da 6 a 12 ettari, di cui tre riscaldati subito a biomassa, gli altri a seguire. Oltre alle serre, faremo investimenti anche in campo aperto, dove pianteremo legumi freschi e fagiolini, prodotti sui quali garantire prezzi competitivi grazie all'acquito di specifiche macchine raccoglitrici. Sempre in un’ottica green, la nostra energia sarà prodotta da pannelli fotovoltaici: già oggi presente, questa fonte di energia sarà ancora più enfatizzata nelle nostre aziende con oltre 100 nuovi kw che verranno installati col progetto integrato di filiera. Tutti fattori che aiuteranno a migliorare la nostra impronta ecologica”.
Le scelte sostenibili della cooperativa si riflettono anche sul packaging: “Stiamo lavorando per adattare le nostre macchine confezionatrici a standard sempre più green: se ad oggi le confezioni di ortofrutta sono in cartone riciclabile con una piccola percentuale di film plastico per la loro chiusura, in futuro rimuoveremo del tutto la plastica, sostituendola con pellicole a base vegetale. Ma il problema non è tanto la confezione finale, quella che arriva nelle mani dei consumatori e su cui la Grande distribuzione sta puntando tutta la sua attenzione, bensì i contenitori di queste confezioni, che spesso rimangono le casse in plastica tradizionali. Se vogliamo rendere green l’intera filiera, bisognerà pensare anche a queste dinamiche”.

Valore al territorio con i pomodori Cam’oro e Moresco


I pomodori Cam'oro prodotti da S'Atra Sardigna

Attraverso la produzione di ortaggi locali come i pomodori Cam’oro e Moresco, S’Atra Sardigna è riuscita negli anni a valorizzare la sua proposta. 
“In Sardegna abbiamo sempre avuto problematiche di trasporto e di logistica, che si riflettono sulla commercializzazione – spiega Cirronis – per questo motivo abbiamo iniziato a coltivare ortaggi che difficilmente vengono prodotti in altre zone d’Italia. E’ il caso del Cam’oro - continua - un nostro pomodoro tradizionale caratterizzato dalla collettatura verde e dalla parte inferiore arancione. Dal sapore agrodolce e con una consistenza croccante, l'ortaggio ha una marcia in più soprattutto durante il periodo invernale, quando i pomodori cresciuti in serre riscaldate e con poche ore di luce hanno tutt’altro sapore”.
“Anche il nostro pomodoro è ovviamente coltivato in serra – aggiunge – ma abbiamo molta più luce a disposizione e utilizziamo solo un riscaldamento di soccorso nei periodi più freddi: questo ci permette di raccogliere il frutto per un lungo periodo, da ottobre fino a giugno”.
OItre al Cam’oro, l’azienda può vantare anche una produzione di pomodoro moresco, di colore scuro e con un sapore decisamente più sapido rispetto al Cam’oro, molto apprezzato dai consumatori. “La coltivazione del moresco – sottolinea il responsabile ortofrutta - non necessita di riscaldamento in serra e si sviluppa in due cicli brevi: il primo da ottobre/novembre fino a gennaio e il secondo da maggio fino a luglio. La produzione dei nostri pomodori, Cam’oro e Moresco insieme, arriva a circa 300 quintali mensili”.


I pomodori Moresco dall'inconfondibile gusto sapido


Carciofi e sedano le altre specialità

Un carciofo della varietà Thema

Tra le specialità proposte da S’Atra Sardigna, ci sono anche i carciofi, soprattutto lo Spinoso sardo e il Thema. 
“Raccogliamo circa 1800 quintali di carciofi al mese e un quarto della produzione è rappresentata dallo Spinoso - rileva l'imprenditore - Nonostante sia un carciofo saporito, è anche molto fragile e i suoi costi di produzione sono alti: per questo motivo non ne produciamo molto. La restante produzione è quella del carciofo Thema, di cui riusciamo a garantire una produzione da ottobre ai primi di aprile”.
“Da ottobre a luglio, in tunnel non riscaldati, produciamo invece il sedano – continua – che ci permette di rifornire i mercati in un periodo in cui generalmente la produzione è bassa ed essendo generalmente di campo aperto non è di buona qualità, ovvero da febbraio a maggio, quando è maggiormente apprezzato anche dai consumatori. Lo vendiamo sia in una taglia medio-alta da 800 grammi che a pezzo singolo da 500 grammi, 40 cm senza foglie. La produzione totale di sedano ammonta a quasi 300 quintali”.


Tra i prodotti tipici prodotti da S'Atra Sardigna anche il sedano

Consorzio Bia
Tra i soci fondatori di Bia, che commercializza parte della sua produzione ortofrutticola, S’Atra Sardigna ha contribuito negli anni allo sviluppo del Consorzio che è nato proprio su iniziativa di Ignazio Cirronis, allora coordinatore produttori Federbio, e Gianluca Schiassi, quest'ultimo oggi direttore del consorzio Bia.
“Bia si sta sviluppando molto bene sia come fatturati che come canali commerciali - spiega Cirronis - facendo sua la nostra filosofia di valorizzazione del produttore nonostante attraversi un campo minato, per i produttori, come la Gdo: a differenza di altre organizzazioni di produttori, nella nostra realtà e nel consorzio Bia, c’è una presenza reale dei produttori nella gestione e le decisioni vengono prese assieme a tutti loro. Condividiamo scelte etiche e valoriali in genere, dalle confezioni a progetti ecosolidali e di volontariato. Durante gli anni si è allargata la base sociale di Bia- conclude Cirronis -  e ora il consorzio ha carattere nazionale".

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