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martedì 25 febbraio 2020


Volpedo Frutta, risultati record per la cooperativa

La Cooperativa Volpedo Frutta ha distribuito un utile di 900 mila euro e raggiunto un fatturato record di 3 milioni 150 mila euro. I dati sono stati resi noti durante la riunione annuale della cooperativa per condividere con i soci l’andamento della stagione appena conclusa e la distribuzione del saldo dei conferimenti della passata stagione.

Il fatturato registra una ascesa costante e continua. Negli anni precedenti Volpedo Frutta ha investito molto sulla qualità, ai livelli massimi in Italia su tutti i prodotti, raggiungendo un nuovo record di fatturato nonostante condizioni climatiche avverse.

«Dopo 8 mesi di siccità da settembre 2018 ad aprile 2019 - dice il responsabile commerciale della Cooperativa, Gianpiero Chiapparoli -, a maggio abbiamo avuto un mese di pioggia con giornate tipiche di novembre, grigie e fredde e dopo è ricominciata la grande siccità. Il risultato è stata una grossa perdita di produzione di fragole e ciliegie ed una pezzatura piccola delle pesche tardive. In più una grandinata primaverile ha colpito la parte bassa delle valli Staffora, Curone e Grue. Abbiamo una potenzialità di 4 milioni di euro di produzione, ma tutti gli anni a causa dei cambiamenti climatici perdiamo il 25%».

È in calo la produzione di mele golden, ciliegie e pomodori, mentre è in aumento quella di susine e albicocche. Per quanto riguarda i prezzi, in leggera diminuzione pesche, albicocche, ciliegie e mele e in aumento quelli di fragole, pomodori e pere. «La burocrazia invece di diminuire continua ad aumentare - aggiunge Chiapparoli - e un esercito di parassiti vive sulle spalle degli agricoltori facendo continuamente lievitare i costi di produzione. Un altro problema per i frutticoltori sono i caprioli, ritornati più numerosi di prima: in alcune zone non riusciamo più a mettere a dimora nuovi impianti e molti di questi terreni adatti alla frutticoltura vengono abbandonati. Un gruppo di giovani agricoltori altamente professionali sta crescendo molto bene. Il 10% dei soci supera il 60% della produzione».

Fonte: La Stampa


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