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martedì 24 marzo 2020


«Col Covid-19 ci siamo scoperti psicologi»

L'ortofrutticoltura italiana non si può fermare davanti al Covid-19. Il settore agricolo deve andare avanti per garantire l'approvvigionamento alla popolazione. Così, nelle ultime settimane, gli operatori più qualificati della penisola hanno via via rimodulato le raccolte, le operazioni di selezione e confezionamento nei magazzini e le numerose altre attività di gestione ordinaria in funzione delle nuove norme imposte dal Legislatore. Non è un momento per nulla semplice per le nostre aziende ortofrutticole che, oggi più che mai, devono dimostrare di essere prima di tutto bravi psicologi agli occhi dei loro lavoratori. 

Vito Cifarelli, sales & marketing manager dell'azienda Cericola srl di Ordona (Foggia), specializzata nella produzione di ortaggi, conferma: "Come tante altre imprese del settore ci siamo attenuti immediatamente alla nuova normativa nazionale per fare rispettare la distanza minima tra le persone, per assicurare l’uso di mascherine, di guanti e di gel igienizzanti per le mani, nonché per sanificare continuamente le strutture di lavorazione e confezionamento. La salute dei nostri dipendenti viene sempre prima di tutto il resto”.



Certo, la situazione attuale non è facile da gestire ed è in continua evoluzione, giorno dopo giorno, anche nel Foggiano dove si contano più di 200 casi positivi al coronavirus. “Stiamo cercando di fare di tutto per tranquillizzare il nostro personale a livello psicologico. In media, oggi, registriamo il 30% di assenze. Speriamo di non doverci mai fermare e di poter continuare a servire al meglio la nostra clientela”.

Da quando è iniziata l’epidemia in Italia, l’azienda Cericola - come spiega Cirafelli - ha registrato un boom delle richieste per broccoli e cavolfiori, andati letteralmente a ruba nei supermercati. Rispetto a questi due articoli, gli asparagi e i carciofi hanno invece destato un minore interesse, probabilmente per via del prezzo più sostenuto. 



Buone indicazioni si stanno comunque ricevendo per i carciofi di alta qualità a marchio Violì, che sono da poco entrati nella seconda fase della campagna pugliese. “La raccolta proseguirà fino al mese di maggio - sottolinea Cifarelli - In questi giorni, in particolare, siamo nel pieno degli stacchi di Opera F1, una delle varietà della gamma Violì che sta registrando un discreto successo, soprattutto sui mercati esteri. La settimana in corso, infatti, è partita bene con ordini che ci sono arrivati dagli Stati dei Balcani, dalla Svizzera e dalla Germania”.

Fino a questo momento, la campagna commerciale di Violì si è dimostrata positiva per l’azienda foggiana. “La cosa più importante è che tutti i clienti che quest’anno hanno provato Violì, lo hanno tendenzialmente ricomprato con continuità. Questo ci fa ben sperare per la prossima stagione, in quanto significa che il prodotto piace e riesce a reggere il suo posizionamento di prezzo premium”.



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