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Suglia: «Coronavirus terremoto anche per l'ortofrutta»

Le gelate, certo, ma soprattutto l’effetto coronavirus. A preoccupare il pugliese Giacomo Suglia, vicepresidente nazionale di Fruitimprese e massimo esponente di Apeo, sono le conseguenze dell’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni. “Il nostro settore subisce meno di altri gli effetti di questa crisi epocale e ci sono aziende che, fortunatamente, vanno bene, ma ci andrei piano con gli entusiasmi”, spiega. “Se già prima del Covid-19 avvertivamo segnali negativi, come il calo delle esportazioni e del valore della nostra ortofrutta, prodotta oltretutto a costi maggiori rispetto ai principali competitor, l’impatto dell’attuale situazione rischia di essere pesantissimo. E poi c'è il tema del reperimento della manodopera nei campi”.



Suglia (foto sopra) vede problemi già nel breve periodo: “A partire da aprile molti lavoratori impegnati in imprese oggi chiuse, dal commercio al turismo alle industrie non essenziali, potrebbero non percepire lo stipendio o percepirlo solo in parte, riducendo di conseguenza i consumi. E l’azione del Governo ma soprattutto la litigiosità tra i Paesi europei - incalza Suglia - non lascia certo ben sperare. Dovrebbe essere il momento della responsabilità, dell’unità. Il mondo sta cambiando, ma non tutti sembrano rendersene conto. Lo Stato dovrebbe allentare la morsa della burocrazia, le banche dovrebbero essere meno severe; Basilea 2 andrebbe rivista. Insieme ai sindacati e alle imprese, queste istituzioni sono i riferimenti per un'ideale unità di crisi a quattro che andrebbe attivata per fronteggiare concretamente il momento eccezionale”.

Un momento in cui il trend dell’ortofrutta è disomogeneo: “Taluni prodotti performano bene, come ad esempio i cavoli, mentre altri, come la verza e soprattutto le fragole, vanno malissimo. Difficile capirne il motivo. Fino a cinque anni fa l’Italia era un importante produttore di fragole e ora ha praticamente dimezzato le superfici: è in caduta libera. Intanto già tante, troppe aziende agricole hanno chiuso i battenti. E se le cose continuano così difficilmente ci sarà un’inversione di tendenza, anzi. Anche perché il potere d’acquisto era in calo prima del Covid-19 e sicuramente non migliorerà adesso. Serve l’impegno responsabile di tutti per venirne fuori”.


"Siamo pienamente in sintonia con la ministra Teresa Bellanova che sta lavorando per tenere in vita le aziende agricole e la filiera alimentare e sta pungolando l’Europa ad essere piu` coraggiosa e consapevole", aggiunge Suglia. "L’Italia non puo`, non deve essere lasciata sola ad affrontare questa emergenza. Serve certamente un Programma Agricolo Straordinario a livello europeo attingendo risorse straordinarie extra Pac, come chiede la nostra ministra. E soprattutto dobbiamo rispondere alle esigenze di liquidita` delle imprese agricole, perche´ al dopo-emergenza le imprese arrivino vive e non morte”.

“A questo proposito faccio appello – dice ancora Suglia – alle Regioni perche´ trovino nei loro bilanci tutte le disponibilita` possibili da iniettare nel comparto agricolo, sbloccando tutto quello che non e` stato ancora liquidato, recuperando i fondi non utilizzati che magari vanno persi. In questa emergenza un ruolo fondamentale spetta alle banche che aldila` della sospensione o del rinvio di mutui, rate e adempimenti vari, devono vedere nel nostro settore un comparto dove investire per garantire sviluppo e crescita dei nostri territori. Finita l’emergenza, nulla sara` come prima. Avremo tanta manodopera da ricollocare proveniente dal settore terziario, turistico e servizi e il settore agricolo potra` assorbire questi lavoratori". 

Per quanto riguarda le gelate della scorsa settimana, Suglia spiega che è prematuro lanciarsi in una stima delle perdite “In Puglia sono state colpite in maniera particolare le primizie che erano in fase anticipata di maturazione e in generale tutto ciò che era in fiore, ma anche i vitigni. In questa fase, però, mi sembra un problema secondario".

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