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martedì 31 marzo 2020


Il gelo brucia le mandorle pugliesi dell’Alta Murgia

Stagione compromessa per le mandorle dell’Alta Murgia, zona di produzione tardiva della Puglia dove si concentrano almeno 400 ettari di mandorleti. Lo spiegano a Italiafruit News l’imprenditore agricolo Andrea Tarantini e il tecnico Luigi Catalano dello studio agronomico Agrimeca Grape and Fruit Consulting.

“Noi pensiamo di aver perso quasi il 100% della produzione di mandorle, quindi almeno 100 tonnellate, a causa della gelata che si è verificata nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, quando le temperature minime sono precipitate bruscamente fino a -5,8 gradi centigradi”, sottolinea a Italiafruit News Tarantini, titolare dell’omonima azienda agricola che coltiva circa 30 ettari di mandorleti.

“Tutti i produttori di mandorle dell’Alta Murgia sono nella stessa condizione della nostra azienda. Anche perché quest’anno tutte le piante erano fiorite in maniera omogenea ed improvvisa nel giro di due o tre giorni a fronte delle temperature oltre i 20 gradi che avevamo avuto nelle settimane precedenti. I mandorli, essendo così avanti, hanno subito ancora più danni”.



La situazione viene confermata anche dal tecnico dell’azienda pugliese, Luigi Catalano, che evidenzia: “Nei prossimi giorni, non appena avremo qualche giornata di sole, andremo nei mandorleti per sezionare i frutti per capire la portata dei danni. Credo però, per esperienza, che ci avvicineremo al 100% di perdite in molti impianti. Ma danni gravi in tutta la Puglia si riscontrano anche per le ciliegie, le albicocche, le nettarine e le melagrane. Come si dice: anno bisesto, anno funesto, in tutti i sensi”, sottolinea Catalano.

Oltre alla mandorla, l'Azienda agricola Tarantini coltiva anche la ciliegia, un altro dei prodotti ortofrutticoli più importanti per l’economia agricola dell’Alta Murgia. “Noi abbiamo circa otto ettari di ciliegeti, nei quali temo che raccoglieremo ben poco - sottolinea - Il gelo ha bruciato i frutticini nelle gemme chiuse, quindi il danno minimo che oggi possiamo prevedere è pari al 50%”.

“Poi dobbiamo ancora capire se riusciremo a fare le raccolte, dal momento che gli operai esteri sono fuggiti dall’Italia per via dell’emergenza coronavirus - conclude - Riusciranno i nostri eroi a ritornare qui in Puglia in tempo per la campagna? Ce lo auguriamo”.



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