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giovedì 7 maggio 2020


Fruttivendoli sugli scudi

Il primo trimestre 2020 sembra spezzare la maledizione che incombeva da un po' di anni sui consumi di ortofrutticoli, sempre in tendenziale riduzione. Ma non illudiamoci, è il mese di marzo che fa risultato, perché tra gennaio e febbraio il saldo era ancora negativo. A livello di prezzi si nota una piccola crescita, ma niente di allarmante. Anzi, gli ortaggi sono in deflazione di oltre 5 punti a marzo. Tra i diversi canali di vendita, boom nella Gdo – ma non per tutti i format – e canale tradizionale in difficoltà. Per quest’ultimo, però, è chiaro un travaso degli acquisti tra ambulanti e mercati rionali, che hanno sofferto il lockdown, verso i fruttivendoli, che hanno saputo monetizzare il valore della prossimità.

Dalle elaborazioni del Monitor Ortofrutta Agroter su dati Ismea-Nielsen, emerge una crescita di 1,4 punti percentuali per i consumi domestici di ortofrutta fresca nel primo trimestre 2020 rispetto al 2019, mentre a livello di spesa la crescita è stata del +4,7%. Tuttavia, se si analizza il solo mese di marzo (caratterizzato dalle restrizioni domiciliari legate all’emergenza Covid-19), si nota una crescita ben superiore alla media del trimestre e pari ad un +13,3% a volume e a un +14,3% a valore. Questa differenza sottolinea come, nei primi due mesi, ci sia stata una flessione dei consumi e un sostanziale stallo a livello di spesa (gennaio-febbraio: -4,6% a volume e -0,3% a valore).



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Dal punto di vista dei prezzi, per il totale ortofrutta fresca, si nota una moderata crescita dell’euro/chilo medio nel mese di marzo (+0,9 punti percentuali), in aumento se si considera il trimestre (+3,3 punti). Separando, poi, tra frutta e verdura è possibile notare come l’effetto inflattivo sia tutto ad appannaggio dei prodotti frutticoli. Questi, infatti, registrano un aumento dei prezzi medi di 6,9 punti a marzo e di 9,3 nel trimestre. Viceversa, negli ortaggi, l’euro-chilo medio diminuisce di 5,6 punti a marzo e di 3,4 nel trimestre.


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Passiamo ora ad analizzare l’articolazione delle performance per canale di acquisto. Nel primo trimestre 2020 si registra una buona crescita della GDO (+2,3% a volume e +5,7% a valore), che diventa ottima nel solo mese di marzo (+16,7% a volume e +16,3% a valore e con una flessione dei prezzi medi di 0,3 punti). Il boom di marzo, come sappiamo, è strettamente legato alle restrizioni domiciliari, con risvolti diversificati tra i format di vendita, di cui parleremo tra poco.

All'interno del resto dei canali di acquisto per l’ortofrutta (denominati nel grafico “Tradizionali + altri”) si registra nel trimestre una flessione dei volumi (-1,7%) ed una piccola crescita nelle vendite a valore (+1,1%). Se, invece, si analizza il solo mese di marzo si assiste ad una timida - se paragonata agli altri canali - crescita: +2,1 punti a volume e +6,3 a valore.




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Sezionando ulteriormente l’aggregato dei canali di vendita “Tradizionali + altri”, emerge come nel mese di marzo ci sia stato un parziale travaso degli acquisti fatti presso i dettaglianti in sede mobile (ambulanti e mercati rionali, pesantemente penalizzati dalle misure preventive covid-19) verso quelli in sede fissa, ovvero i classici fruttivendoli. Questi ultimi, meno penalizzati dei primi, sono riusciti ad adottare accorgimenti per sopperire alle difficoltà emerse dalla situazione di emergenza. Infine, i canali residuali (definiti in grafico come “altri”) mostrano trend molto positivi. Questo perché al loro interno sono compresi parte degli acquisti fatti tramite e-commerce, uno dei canali privilegiati durante il periodo covid-19.




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Passiamo ora al dettaglio per la GDO. È evidente – come anticipato – una sensibile differenza tra i vari format distributivi: gli ipermercati (cioè le grandi superfici) sono gli unici in negativo da inizio anno e sono anche quelli che hanno meno beneficiato delle restrizioni domiciliari nel mese di marzo (hanno trend positivi, ma i più bassi nella GDO). Per gli ipermercati, infatti, ha giocato un ruolo fondamentale il divieto agli spostamenti tra comuni. Per i motivi esattamente opposti, il libero servizio (le superfici più piccole di vicinato) sono il format che ha beneficiato maggiormente dalla situazione contingente. A marzo, infatti, è la tipologia di negozio con le performance migliori. Infine, anche supermercati e discount presentano ottime performance, e solo un po' attenuate rispetto alle piccole superfici.



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Chiudiamo con uno sguardo ad alcune categorie e famiglie di prodotto che in questo trimestre hanno manifestato andamenti particolari. Nella frutta sono sicuramente degni di nota i prodotti stoccabili (come mele, banane o agrumi) e quelli ad alto contenuto di vitamina C (sempre agrumi o kiwi). In questi prodotti, più di altri nella frutta, è evidente la differenza tra le performance del trimestre e quelle – decisamente migliori - del mese di marzo. Passando alle fragole, invece, si nota una situazione opposta: un trimestre che performa meglio del mese di marzo. Per le fragole, infatti, la difficile stoccabilità ha penalizzato i consumi e proprio nel periodo più importante per questo prodotto. La performance sul totale dei consumi è positiva, ma analizzando il solo dato della GDO a marzo il trend delle vendite è in negativo.


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Per il comparto orticole, è evidente - anche qui - l’effetto scorta che ha coinvolto i prodotti maggiormente stoccabili come patate e cipolle. Ma anche altri ortaggi, come zucchine e finocchi, hanno beneficiato delle restrizioni domiciliari favorendo i consumi casalinghi. Passando al comparto delle insalate si nota, anche in questo caso, un’ottima performance.


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Alfonso Bendi
Senior Marketing Specialist
alfonso@italiafruit.net

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