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martedì 19 maggio 2020


Da Cuneo richiesti corridoi verdi per manodopera romena

"Sono indispensabili 'corridoi verdi' con i Paesi dell’Est, a partire dalla Romania, da dove arriva un terzo dei nostri stagionali. C’è con loro un rapporto di fiducia, sono già formati e qualificati. Solo così forse faremo in tempo ad avere un numero di addetti sufficiente ad avviare la campagna di raccolta della frutta". L’appello è del delegato confederale di Coldiretti Cuneo, Roberto Moncalvo

Attualmente, causa emergenza coronavirus, le frontiere sono semi-chiuse. Perché un lavoratore romeno possa in aereo o attraversando via terra diversi Paesi arrivare in Italia, sicuro di non essere fermato, perché non in possesso di 'un valido' motivo, per esempio un contratto di lavoro, è necessario che siano stipulati accordi fra i Paesi coinvolti. Cosa che, ad esempio, Germania e Spagna hanno già fatto. L’Italia no.

Coldiretti chiede anche al Governo un cambio di strategia rispetto a quella indicata finora. "Regolarizzare i migranti richiederà mesi, le aziende agricole hanno bisogno di manodopera oggi – chiarisce Moncalvo -. La regolarizzazione è importante, ma non risolve il problema della mancanza di 200 mila braccianti nelle campagne italiane, con gli stagionali stranieri rientrati nei Paesi d’origine e che non possono tornare in Italia".

Il decreto legge «Rilancio» dovrà essere votato dalle Camere, convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Poi servirà la modulistica che ne renderà concreta l’applicabilità. Vuol dire settembre. Tempi non compatibili con le esigenze delle campagne di raccolta frutta nel Saluzzese – e non solo - destinate ad iniziare con i piccoli frutti già a fine maggio, e che da giugno saliranno a pieno regime. Si rischia una situazione insostenibile, per far fronte alla quale Coldiretti insiste anche sull’urgenza dei voucher semplificati: "Una soluzione per chi è in cassa integrazione, studenti e pensionati italiani. I voucher hanno già dimostrato di favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso, ma negli ultimi anni hanno subìto appesantimenti burocratici che ne hanno limitato l’utilizzo. Nel Cuneese servono soprattutto per la vendemmia e per la raccolta di frutta e verdura e potrebbero beneficiarne circa 4.000 aziende agricole, generando almeno 8.000 posti di lavoro".

"Siamo preoccupati per l’arrivo di chi non abbia un contratto di lavoro e neppure una sistemazione - dice il presidente di Confagricoltura, Enrico Allasia - le nostre aziende hanno investito e si sono attrezzate per raccogliere in sicurezza. Se si verificasse un’emergenza sanitaria il lavoro fatto andrebbe in fumo. E poi dobbiamo vedercela con situazioni di forte disparità in Europa: la Germania ha portato ad esempio a 120 i giorni di defiscalizzazione contributiva per gli stagionali, che già erano novanta. E da noi, invece, il costo del lavoro è alto e nella filiera ad arrivare al consumatore il produttore è l’anello di gran lunga più debole".

Sulla urgenza di risolvere la questione degli stagionali interviene anche il direttore provinciale della Cia, Igor Varrone. "In queste settimane è stato svolto un grande lavoro, tutte le parti coinvolte, dai sindaci alle organizzazioni dei produttori, alle associazioni di categoria, sono state propositive – sostiene -. L'intenzione è che il Tavolo di lavoro sia portato avanti anche superata l’emergenza sanitaria, per risolvere i problemi strutturali del comparto frutta, al di là del momento che ci vede impegnati sull'assenza di manodopera straniera e che speriamo di risolvere in fretta".

Fonte: Lastampa.it


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