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martedì 19 maggio 2020


Esordio disastroso per le drupacee iberiche

Un “esordio disastroso” per la campagna della frutta estiva nella regione di Valencia, in Spagna. E per il futuro Ava-Asaja, l'Associazione agricola locale, teme il peggio. Anche perché i produttori valenciani di drupacee vengono da una annata 2019 che, in termini di reddittività, è stata la peggiore degli ultimi 30 anni.

“Il 40% degli imprenditori agricoli ha già deciso che al termine della raccolta, nei mesi di luglio e agosto, sradicherà gli impianti di albicocche, pesche, nettarine, pesche piatte e susine”, avverte Ava-Asaja. 

Si pensa, più nello specifico, che la Regione andrà a ridurre le superfici dagli attuali 10mila ettari ai circa seimila ettari. Per la campagna in corso, Ava-Asaja denuncia “gravi problemi commerciali a causa della mancanza di domanda per i calibri piccoli, aggravata tra l’altro dalla chiusura del canale Horeca collegata al coronavirus”. 



Un altro fattore determinante che appesantisce la stagione è “il clima anomalo dei mesi scorsi che ha causato una diminuzione della raccolta di oltre il 20% nella Comunità Valenciana. Gli effetti della tempesta Gloria a gennaio e il record dei giorni di pioggia ad aprile, combinati con le alte temperature, hanno penalizzato soprattutto i frutti delle varietà precoci che hanno avuto maggiori difficoltà ad ingrossarsi, non soddisfacendo quindi la domanda del mercato per i calibri A”.

“La situazione è al limite: se questa stagione si concluderà così male come è iniziata, un numero molto importante di produttori getterà la spugna - ribadisce il presidente dell’organizzazione Cristóbal Aguado - È un peccato perdere un patrimonio così tradizionale della nostra agricoltura. Molte aziende riconvertiranno i frutteti in altre colture come agrumi o mandorle che, in futuro, potrebbero scontare un eccesso di produzione”.

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