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lunedì 20 luglio 2020


Effetto superfrutti in Gdo. Tra alti e bassi

Superfruit, un business in continua crescita che vale 762 milioni di euro. Con un paniere in evoluzione, non privo di sorprese, guardato con sempre maggiore attenzione dalla Gdo. E' quanto emerge nell'ultima edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, la settima, che ha seguito e misurato l’evoluzione nell'ultimo semestre dello scorso anno di 10 panieri di spesa alimentare tra cui quello relativo agli ingredienti benefici, dallo zenzero alla mandorla. Che sono due dei prodotti del momento. Mentre perde terreno il goji



Utilizzando il codice a barre GS1 e incrociando le informazioni rilevate sulle etichette dal servizio Immagino di GS1 Italy con i dati Nielsen sul venduto, l’Osservatorio coglie i trend di consumo emergenti, misurandone la diffusione negli assortimenti, la copertura nelle famiglie acquirenti e l’impatto sulle vendite. Sono stati 112 mila i prodotti monitorati nel 2019, capaci di  sviluppare circa 36 miliardi di euro di vendite, con una copertura dell’82% del sell-out totale raggiunto in Italia da ipermercati e supermercati. Temi caldi di questa edizione dell'Osservatorio sono il richiamo dell’italianità, il mondo del free from, del rich-in, delle intolleranze, loghi e certificazioni, ingredienti benefici, texture dei prodotti.



Per quanto riguarda i superfruit, sommando i prodotti che evidenziano in etichetta la presenza di “mandorla”, “mirtillo”, “cocco”, “acqua di cocco” o “avocado”, si è arrivati a quasi 762 milioni di euro di vendite, in crescita del 5,3% sul 2018, anche in questo caso per merito dell’ampliamento dell’offerta. Frutta secca senza guscio (+9,7%), cereali per la prima colazione, gelati multipack e yogurt interi e funzionali sono le principali categorie per giro d’affari. 



Performance negativa invece per due dei superfood - parenti stretti dell'ortofrutta - che erano emersi negli ultimi anni: il “goji” ha lasciato sul campo il 18,6% delle vendite, fermandosi a circa 11 milioni di euro, mentre l’alga “spirulina” è arretrata del 17%, per un giro d’affari complessivo di 802 mila euro. Il 2019 comunque, sottolinea il report, verrà ricordato per le performance di due prodotti/ ingredienti benefici, diversi per incidenza sull’offerta e valore delle vendite, ma simili per dinamismo: il primo è l’avocado, che ha continuato nella sua marcia trionfale, aumentando le vendite del 92,9% in un anno e arrivando a 6,5 milioni di euro. L’altro ingrediente del 2019 è il “thè matcha”, che ha sfiorato il +100% mettendo a segno un rispettabile dato di 2,3 milioni di sell-out.

Negli ultimi tre anni gli ingredienti benefici che hanno totalizzato una maggiore crescita all’interno del paniere dell’Osservatorio Immagino sono stati l’avocado (+143,8%), la curcuma (36,2%) e lo zenzero (+29,7%). Rilevante è stata anche la performance dei semi di zucca (+27%), in grande ascesa soprattutto durante il 2019. A proposito di semi, il trend complessivo della categoria nel 2019 si è confermato positivo: l’insieme composto da “semi di lino”, “semi di zucca”, “sesamo”, “semi di chia” e “canapa” ha visto aumentare le vendite del 28,5%, con una crescita del 17,7% dell’offerta per un valore di 15,2 milioni di euro.

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