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martedì 7 luglio 2020


«In 15 minuti si è scatenato l’inferno»

Tantissimi produttori italiani si leccano le ferite dopo l’ondata di maltempo dello scorso fine settimana (clicca qui per leggere l'articolo di ieri) che ha colpito in maniera devastante alcuni areali come quelli del Tarantino in Puglia e del Reggiano in Emilia-Romagna. Uno choc difficile da superare.

“Ciò che mi ha sconvolto della grandinata di sabato scorso, durata poco più di 20 minuti, è stata la sensazione di violenza gratuita. E’ come se dal nulla venisse una persona e ti picchiasse a sangue. Da produttore ho provato un senso di vuoto, al di là dei danni gravissimi ai frutti e alle piante”, testimonia a Italiafruit News Vincenzo Perrini, coltivatore di clementine e arance di Massafra (Taranto), uno dei comuni più devastati dal mix tra grandine, vento forte e bombe d’acqua.



“In una delle mie due aziende di famiglia ho perso almeno il 95% del raccolto di agrumi - aggiunge Perrini - La produzione è quindi compromessa e le piante sono state defogliate. Il cappotto termico del capannone sembra sia stato mitragliato. La grandine è stata talmente forte da mandare in frantumi perfino un intero complesso serricolo in vetro di una importante azienda vivaistica della zona. Già l’anno scorso l'agro di Massafra era stato interessato da una grandinata, ma non con questa intensità. Qui nessuno aveva mai visto nulla di simile”.

Intanto ieri la Società agricola Montanaro ha organizzato presso la propria sede di Massafra un incontro tra i produttori tarantini nell’ottica di sollecitare la richiesta dello stato di calamità naturale e di attivare un confronto costruttivo fra pubblico, privato e il mondo delle associazioni agricole sul tema dei cambiamenti climatici, le assicurazioni e il futuro dell'agricoltura. 



“Nel giro di 15-20 minuti si è scatenato l’inferno - conferma a Italiafruit News l'imprenditore Carlo Montanaro, promotore dell'iniziativa, che ci ha inviato il video sottostante - I danni nel Tarantino sono purtroppo enormi in quanto l’evento grandinigeno ha abbracciato una vasta zona che include Massafra, Palagiano, Palagianello, Staffe, Castellaneta, Ginosa e Grottaglie. Nelle aree più battute, la dimensione dei chicchi ha superato quella dei frutti di pesca".

"Le colture più colpite sono state le clementine, le arance e in generale le orticole in campo aperto, come pomodori e baby angurie rasi al suolo dalla quantità enorme di grandine. Si registrano danni importanti anche negli uliveti e ai tendoni di protezione dell’uva tavola”.



Da Sud passiamo alla zona settentrionale del Reggiano, martoriata tra venerdì e sabato scorsi da bombe di acqua e grandine. "Sono state 24 ore di guerra climatica che ha causato la distruzione di un centinaio di coltivazioni di frutta e verdura dalla Bassa all’Appennino”, denuncia Antenore Cervi, presidente della Cia Agricoltori Italiani di Reggio Emilia, dopo un primo sopralluogo sul territorio colpito. "Sono caduti oltre 150 millimetri di pioggia in sole due ore in particolare a Cadelbosco Sopra, ma la zona colpita dal violento nubifragio è molto più ampia e comprende Reggio, Castelnovo Sotto, Guastalla, Sant’Ilario, Poviglio, Luzzara e Poviglio. L’impressionante quantità di acqua ha inevitabilmente mandato in tilt le reti idriche della Bonifica. E sono così stati sommersi vigneti e serre di diverse imprese agricole che hanno subito danni ingenti proprio ora che siamo nel pieno della stagione. I nostri tecnici sono al lavoro per una esatta quantificazione che già ora possiamo approssimativamente stimare in oltre il mezzo milione di euro”. 

"Per fortuna, due dei nostri tre siti produttivi sono salvi”, riferisce a Italiafruit News Patrizia Manghi del Gruppo ortofrutticolo reggiano Sal Frutta. "Nelle ultime tre settimane - aggiunge - in tutta la nostra provincia si sono alternati la grandine e i forti piovaschi che, nei giorni scorsi, hanno causato soprattutto allagamenti in diversi terreni di meloni e angurie in campo aperto. Le conseguenze sui frutti di questa pioggia estrema potranno essere valutate solo col passare dei giorni”. 



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