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giovedì 16 luglio 2020


Uva da tavola, la campagna più difficile

Sarà una campagna difficile per l'uva da tavola: non lo hanno nascosto i partecipanti al comitato di prodotto dell'Organizzazione Interprofessionale Ortofrutta Italia che si è svolto ieri in conference. Tra i temi trattati. la crisi dei consumi, la campagna istituzionale di promozione e l'import "invadente", che rischia di soffocare e svalutare la produzione nazionale.

"I partecipanti alla riunione, in rappresentanza di tutta la filiera - sintetizza il coordinatore del Comitato Donato Fanelli - hanno convenuto sul fatto che l'uva entra in scena in un momento di generalizzato calo dei consumi, nel nostro Paese ma anche nel resto d'Europa. Una congiuntura difficile, cui si accompagnano i timori per la forte presenza di prodotto extra Ue a basso costo a causa proprio della difficoltà di collocare i frutti". 



Nei giorni scorsi ha avuto vasta eco la notizia della presenza diffusa di uva egiziana proveniente dai Paesi Bassi: "In realtà non si tratta di una novità - commenta Fanelli - Il problema è che la crisi sta spingendo i commercianti olandesi a svenderla in volumi importanti che influenzano il mercato".

Per i partecipanti al comitato di prodotto uva "sarebbe opportuno che l'Eurpa riconsiderasse in modo più smart e strategico la finestra  dedicata alle importazioni e i relativi dazi per il prodotto extracomunitario". "Il Made in Italy - puntualizza Fanelli - è ormai stretto tra la produzione nordafricana, sempre più tardiva e quella sudamericana, sempre più precoce, con uno spazio di conseguenza sempre più ridotto per i nostri grappoli".



Con l'obiettivo di promuovere il prodotto nazionale, sono in programma due campagne di comunicazione istituzionali: la prima dal 7 settembre al 26 ottobre ("un periodo allungato e anticipato rispetto agli scorsi anni"), la seconda a dicembre. "Avrà un contenuto informativo rilevante, spiegheremo ai consumatori proprietà nutrizionali e salutistiche dell'uva", anticipa il coordinatore del comitato.

Il comitato di prodotto, infine, ha  espresso il rammarico per il mancato inserimento dell'ortofrutta tra i settori destinatari del provvedimento di riduzione del costo del lavoro, che nel Decreto Rilancio prevede lo stanziamento di 426 milioni di euro per esoneri contributivi previdenziali e assistenziali. "Faremo sentire la nostra voce affinché questa lacuna venga colmata: il nostro settore è strategico e merita più considerazione", conclude Fanelli. 

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