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Dal compost un contributo green per l'agricoltura

Rendere l’agricoltura un settore sempre più green, in grado di dialogare con la sostenibilità ambientale della città. E’ l’obiettivo della Op casertana Agriverde che, da un paio di anni, ha introdotto l’utilizzo del compost nelle aziende dei suoi associati.

Come ha spiegato a Italiafruit News il responsabile agronomico dell’azienda Silvestro Gallipoli: “Attualmente sono sei le aziende di Agriverde che lo stanno utilizzando e altre stanno per introdurlo. Si tratta di un compost generato da rifiuti organici differenziati acquistato presso l’azienda napoletana Castaldo High Tech Spa. La sostanza viene utilizzata in primis per aumentare la produttività e la rivitalizzazione dei terreni ma sono molteplici i suoi vantaggi: la sua produzione aiuta infatti la città a smaltire in maniera corretta i suoi rifiuti organici”.



E continua: “Il compost, considerato un ammendante compostato misto, è normato dalla legge 75 del 2010 sui fertilizzanti: si tratta di un prodotto certificato, la cui composizione deve sempre rispettare i parametri della normativa nazionale. Vogliamo essere certi del prodotto che utilizziamo, per questo ci rivolgiamo a un fornitore ha ottenuto la certificazione dal Consorzio italiano compostatori. Ulteriore partner di questo processo green è la società Ge.Pro.Ter soc. coop che fornisce supervisione, assistenza tecnica e controlli analitici specialistici ai settori agricolo ed ambientale”.

Compost, un valore aggiunto per l’ambiente

“Con l’adozione del compost – dice Gallipoli - vogliamo tentare di cambiare la percezione del mondo agricolo, che troppo spesso viene considerato un nemico dell’ambiente. Oltre ad arricchire i terreni di nutrienti utili alla produzione, questa sostanza è estremamente economica: 100 quintali di compost equivalgono a 250 quintali di letame bovino per un notevole risparmio economico ed anche dei trasporti. I vantaggi sono molteplici: dal punto di vista del produttore, della città e, allo stesso tempo, anche climatici”.
E aggiunge: “Una gestione virtuosa dei rifiuti, con la raccolta differenziata e il riciclo della frazione organica, porta alla chiusura del ciclo della materia, col ritorno della sostanza organica al suolo. A questo provvedono gli impianti di compostaggio che, attraverso un processo biologico spontaneo di trasformazione della Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) in condizioni controllate, ne realizzano la trasformazione in composti humus-simili. L’utilizzo nei suoli agrari del compost determina, con il ritorno della sostanza organica al suolo, il ripristino della fertilità biologica promuovendo l’attività biologica delle comunità microbiche e rendendo disponibili i nutrienti per sostenere la produttività delle colture con la chiusura del ciclo della materia”.


Investimenti e promozione

Quest’anno la Op casertana ha investito nell’acquisto di uno spandicompost, che tutti gli associati possono utilizzare liberamente e senza costi aggiuntivi, passandoselo di mano in mano.
“Lo abbiamo acquistato tramite i benefici del programma operativo per risolvere uno dei principali vincoli all’utilizzo della sostanza, ovvero la difficoltà di spandimento – sottolinea il responsabile agronomico – in questo modo vogliamo spingere gli associati a superare tutte le remore all’utilizzo di compost”.

Avete registrato qualche difficoltà nell’introduzione del compost? “C’è un problema di preclusione mentale dell’agricoltore nel ricevere nel proprio terreno un trattamento che proviene da rifiuti organici – commenta Gallipoli – Ma una volta conosciuto il prodotto, tramite visite in aziende che già lo utilizzano, man mano i produttori si convincono ad utilizzarlo”. 
“Da quello che vediamo – conclude - l’utilizzo di compost si sta sviluppando sempre di più anche al di fuori della nostra Op, ed è probabile che il costo di questa sostanza tenderà ad aumentare”.

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