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mercoledì 9 settembre 2020


Prodotti etici, consumatori disposti a pagare di più

Tra i passaggi fondamentali per la valorizzazione dei prodotti oggi c’è anche la responsabilità sociale d’impresa. Un tema su cui anche il settore ortofrutta deve avviare un’ampia riflessione, considerate le problematiche di lavoro nero e caporalato, ancora oggi diffuse e oggetto di cronaca. 
Ed è una riflessione che può portare ad ampliare fasce di mercato, considerato che oggi 8 consumatori su 10 sono disposti a riconoscere un valore, e quindi a pagare un piccolo prezzo in più, per acquistare prodotti provenienti da aziende attente al tema della responsabilità sociale d’impresa, tramite iniziative e progetti ad hoc per supportare e tutelare gli altri.



Il dato fa parte della ricerca che Bva Doxa ha realizzato per W.K. Kellogg, la gamma di cereali e snack della multinazionale Kellogg che porta il nome del fondatore e incarna appieno i valori di responsabilità sociale dell’azienda. Obiettivo dello studio, presentato ieri mattina durante la conferenza stampa virtuale “La ricetta della Bontà” organizzata da W.K.Kellog – era misurare il percepito dei consumatori sulla responsabilità sociale d’impresa in generale e in ambito food.




Come ha spiegato il senior research manager per Bva Doxa Andrea Tozzi, “Il 91% dei 500 intervistati in totale, ha già sentito parlare della responsabilità sociale. Eppure solo il 29% ne ha una conoscenza approfondita, soprattutto i giovani (38%)”.



In particolare l’emergenza Covid sembrerebbe aver influito sulla percezione dei consumatori : “Il Covid è stato un acceleratore di tendenze già in atto, ha fatto ripensare i valori e i comportamenti da mettere in atto. Oggi 2 italiani su 3 dichiarano di essere più sensibili al tema, soprattutto al Sud e nelle Isole (73%). E ancora, per il 95% degli italiani è importante sapere che i prodotti - alimentari e non - che acquistano provengono da aziende e brand attenti alla sostenibilità in generale”.

Dalla ricerca emergono altri dati positivi, come il forte interesse degli italiani nel conoscere e venire aggiornati sulle diverse attività di responsabilità sociale messe in campo dalle aziende. “Per il 95% del totale è importante che le iniziative vengano comunicate – continua Tozzi - e il 91% è interessato a venirne a conoscenza. Soprattutto attraverso la promozione sulle confezioni (81%), in televisione (49%), sul sito dell’azienda (39%), tramite materiali nei punti vendita (37%) e sui social network (35%)”.




E conclude: “Dalla ricerca appare chiaro come non solo gusto e prezzo siano i fattori di scelta per la colazione (rispettivamente al 22% e al 18% degli intervistati), ma rappresentano un ruolo cruciale anche i benefici della salute, al primo posto con 35% di scelta, e la solidarietà verso gli altri (25%)”. 
Gli stessi aspetti valoriali che il colosso Kellogg riflette nel suo brand equity (valore del marchio ndr) “bontà a tutto tondo”, a significare che il prodotto è buono, fa bene al consumatore e allo stesso tempo fa del bene agli altri. Sempre nel rispetto della propria responsabilità sociale, W.K. Kellogg lancia anche la nuova campagna con Banco Alimentare negli store Coop per raccogliere donazioni pari a 500.000 colazioni destinate alle persone in difficoltà.
Se i consumatori sembrano pronti ad affrontare questa rivoluzione valoriale, ora spetta al settore produttivo, ortofrutticolo in primis, disegnare una nuova visione di insieme.

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