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venerdì 16 ottobre 2020


Botrite e uva da tavola, le soluzioni disponibili

Con l'autunno l’uva da tavola è entrata nella sua terza fase, ovvero quella in cui vedono la raccolta le varietà più tardive, quelle più a rischio per quanto riguarda la botrite, specialmente se coltivate sotto tendone.

Fatta salva la corretta nutrizione della vite, evitando eccessi azotati, come pure dando per scontata la corretta difesa contro le tignole, il pericolo che attende i grappoli nelle ultime fasi è proprio la muffa grigia. Imperdonabile presenza agli occhi della filiera alimentare che esige il massimo della perfezione in ogni acino. Una perfezione che se magari fosse pagata con altrettanto scrupolo, anche gli agricoltori potrebbero guardare al futuro con una maggiore serenità, visti gli investimenti ingenti che questa coltura comporta.
 
L’arsenale antibotritico attuale
Consultando Fitogest.com, le soluzioni disponibili contro la botrite sono le seguenti, in ordine alfabetico.

Sostanze di sintesi ad azione specifica: Boscalid, Ciprodinil, Fenexamid, Fenpyrazamine, Fluazinam, Fludioxonil, Isofetamide, Mepanipirim e Pirimetanil.

Per le diverse sostanze attive vi possono essere più formulati commerciali, anche in miscela. Per il corretto uso di ogni prodotto si consiglia quindi di consultare le etichette autorizzate, con particolare riguardo alle dosi, al numero dei trattamenti e agli specifici intervalli di sicurezza.

Effetti collaterali, comunque apprezzabili, possono essere però forniti anche da altre sostanze attive, magari usate contro patologie diverse dalla botrite, come la peronospora. Due esempi per tutti, folpet e zoxamide. Sebbene entrambi vengano utilizzati contro la peronospora, la "nomination" in etichetta su botrite per l'uva da tavola ce l'hanno comunque.


 
Antibotritici per il biologico
Anche il comparto bio pare numericamente attrezzato, potendo contare sia su sostanze attive, ovviamente di origine naturale, sia microrganismi. 

Antibotritici specifici:
Inseriti anche in agricoltura biologica, eugenolo, geraniolo e timolo sono tre terpeni naturali che adeguatamente miscelati esercitano un controllo su botrite.

Altre sostanze attive di tipo naturale sono poi il bicarbonato di potassio e cerevisane, induttore di resistenza ricavato da Saccharomyces cerevisiae ceppo Las117. Mentre il primo può essere utilizzato fino a ridosso della raccolta, sfruttando il suo effetto disidratante, il secondo è bene applicarlo invece quando la risposta endogena della pianta abbia ancora il tempo di manifestarsi.

I microrganismi per il biologico
Un vantaggio offerto dai microrganismi è che possono essere impiegati fino alla raccolta, non necessitando di alcun intervallo di sicurezza. Sono cioè strumenti utili soprattutto quando inseriti in programmi di difesa articolati e razionali, anche non biologici, permettendo di alleggerire ulteriormente il profilo residuale dei raccolti. Di seguito, l'elenco in ordine alfabetico:
Aureobasidium pullulans - Dsm 14940 e 14941, Bacillus amyloliquefaciens plantarum - D747, Bacillus amyloliquefaciens - Fzb24, Bacillus amyloliquefaciens - Mbi 600, Bacillus subtilis - Qst 713 e Pythium oligandrum - ceppo M1.

Rame: la soluzione dai mille volti
I sali di rame sono normalmente utilizzati come antiperonosporici, mostrando però anch’essi una certa azione collaterale contro la muffa grigia. Fra le autorizzazioni riportate in banca dati Fitogest in tema di botrite uva da tavola non risulta però il rame ossido. I sali di rame autorizzati in tal senso sono quindi: rame ossicloruro, rame idrossido, rame - da solfato neutralizzato e rame - solfato tribasico.

Autore: Donatello Sandroni

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a cura di AgroNotizie

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