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venerdì 25 settembre 2020


Ricircola, il progetto che recupera le vaschette di plastica

Da un’idea del centro interdipartimentale di ricerca industriale fonti rinnovabili ambiente, mare ed energia (Ciri Frame) dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, è partita la sperimentazione del progetto “Ricircola”, un’iniziativa di economia circolare che punta a migliorare la gestione delle vaschette alimentari in plastica a fine-vita, tramite l’integrazione e la responsabilizzazione di tutti gli attori della filiera e soprattutto con il coinvolgimento diretto del consumatore.

Fino al 15 Novembre, in 3 punti vendita Conad della Romagna (La Filanda di Faenza, Case Finali di Cesena e Pinarella di Cervia), i consumatori avranno l’opportunità di scegliere 2 prodotti aventi un packaging innovativo e di partecipare attivamente alla prima sperimentazione di economia circolare applicata alle vaschette in plastica per alimenti.
In particolare, con l’acquisto dei prodotti contrassegnati dal simbolo Ricircola, il controfiletto di pollo Amadori (400 g) e l’uva bianca senza semi Solarelli – Apofruit (500 g), si chiede al cliente l’impegno di riconsegnare, dopo l’utilizzo del prodotto, la vaschetta in plastica vuota presso i punti di raccolta allestiti nei supermercati coinvolti. Tale impegno verrà riconosciuto con un rimborso di 20 centesimi di euro per ogni vaschetta riconsegnata. Il materiale raccolto, realizzato da Ilip in Pet, materiale plastico con proprietà vantaggiose sia per il contatto con gli alimenti che per il riciclo, verranno consegnate tramite una gestione dedicata da parte di Hera, all’impianto di recupero del produttore stesso, chiudendo quindi il ciclo. La plastica riciclata verrà poi riutilizzata per produrre altre vaschette. L’intero progetto, completamente sviluppato in Emilia-Romagna, è sponsorizzato anche da Bper Banca, Istituto sensibile alle tematiche ambientali, con un ruolo attivo svolto dalla Direzione Regionale Romagna e Marche.

Tra gli obiettivi vi è quello di divulgare la consapevolezza che la plastica, con particolare riferimento al packaging, dopo il suo utilizzo non è più da considerarsi un rifiuto, bensì una risorsa da recuperare e da cui creare altro valore. Allineare la filiera della plastica con i principi dell’economia circolare consente di mantenere i vantaggi dell’utilizzo del packaging plastico, riducendone drasticamente l’impatto determinato da una cattiva gestione.

“L’iniziativa vuole dimostrare che non è la plastica il problema, ma, come dice il nome del progetto - Plastic Waste Free (senza il rifiuto di plastica) - è lo scarto che va ridotto e gestito” – ha dichiarato Augusto Bianchini, professore associato dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e referente scientifico del progetto.
E ha continuato: “Con il progetto Ricircola vogliamo definire una nuova modalità di gestione della plastica, potenzialmente più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale”. 
Per verificare la sostenibilità di questa modalità, il Ciri Frame utilizzerà un proprio modello scientifico, che consentirà di quantificare gli impatti ambientali, economici e sociali dell’iniziativa.

Fonte: Ufficio stampa Unibo


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