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venerdì 9 ottobre 2020


Fornari: ecco la mia Apofruit

“Un’azienda più snella, più efficiente e maggiormente vicina e sinergica con le aree di produzione dei soci” che avrà come riferimenti primari “lo sviluppo del biologico, l’innovazione dei prodotti e le varietà a club, la politica di marca, la valorizzazione delle partnership con altri gruppi, l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute dei consumatori”. Sono i tratti distintivi dell’Apofruit “targata” Ernesto Fornari, da tre settimane direttore generale della cooperativa al posto di Ilenio Bastoni. 

Un (parziale) cambiamento di rotta per garantire reddito ai 3.700 soci che operano nelle zone d’Italia maggiormente vocate alla produzione ortofrutticola e che lo stesso Fornari illustra così: “Stiamo analizzando la struttura in tutte le sue dinamiche partendo dalle potenzialità di conferimento dei soci alla dislocazione dei centri di ritiro e degli stabilimenti di lavorazione con le relative capacità frigorifere, per rendere l’azienda più snella, più efficiente e maggiormente vicina e sinergica con le aree di produzione dei nostri soci. È quanto ci impone oggi lo scenario commerciale e produttivo in cui opera anche la nostra cooperativa, un input che non possiamo ignorare per continuare ad essere fra i leader del mercato nazionale e internazionale”. 



Oltre alla razionalizzazione della struttura (che conta oggi 15 stabilimenti di lavorazione, 16 strutture di ritiro e stoccaggio), gli assi portanti della strategia di Apofruit fanno riferimento a brand, bio, innovazione, partnership, sostenibilità “La politica di marca di Apofruit - evidenzia Fornari - punta sul marchio Solarelli che, ad oggi, nonostante l’emergenza Covid e la grave crisi produttiva, sta registrando un aumento del 20% sul fatturato 2019. Accanto a questo, un ruolo importante lo svolgono i prodotti a club come le mele Pink Lady, Candine, il kiwi giallo Zespri l’uva senza semi, i prodotti ricchi di distintività come la fragola della Basilicata e i progetti innovativi come il carciofo Violì”. 

Altamente strategico per tutto il Gruppo Apofruit è il segmento organic, che si avvale della società Canova e di partner quali Coop Sole, Op Terra di Bari, Gullino, Orto Agrumi e Sab Ortofrutta per la IV gamma. Un comparto da 40 mila tonnellate di prodotto che vale un terzo del fatturato del Gruppo (336 milioni di euro lo scorso anno) e ha un rapporto diretto con oltre 800 conferitori del biologico. 



Sarà rafforzata infine la politica green della cooperativa che parte dalle produzioni più rispettose dell’ambiente come le produzioni biodinamiche commercializzate con la certificazione ed il marchio Verdea per finire con gli imballaggi, riciclabili, riutilizzabili e compostabili con appropriati investimenti in macchinari che ne facilitino l’impiego. Con una visione sempre più ampia: “Continueremo a prestare grande attenzione alle partnership esterne, che con Apofruit condividono strategie e obiettivi, e che, attraverso nuove varietà, rappresentano il fronte di sviluppi futuri”, conclude Fornari.

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