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mercoledì 14 ottobre 2020


«Fornitori, promozioni, etica: ecco come lavora Coop»

Coop Italia è stata l'unica catena che ha accettato di intervenire nella trasmissione Presa Diretta di lunedì sera, ma lo spezzone dell'intervista a Claudio Mazzini mandato in onda rappresenta solo una minima parte del botta e risposta davanti alla telecamere di Rai 3: per questo, sul sito e-coop.it è stata "caricata" ieri la versione integrale.

La prima domanda verte sui rapporti con i produttori e la loro scelta: "Abbiamo consolidate collaborazioni dirette con la produzione", spiega Mazzini. "La selezione dei nostri fornitori è lunga, analitica ma una volta entrati in contatto con loro attiviamo progetti condivisi e stabili. Abbiamo fornitori da 56 anni, quelli dell'ortofrutta sono con noi mediamente da una ventina d'anni. Per interrompere la relazione ci vuole una seria motivazione o di carattere etico o legata alla sicurezza alimentare; quasi mai si tratta di una mera questione commerciale. E siamo stati tra i primi a lottare contro il caporalato".

Ma chi fissa il prezzo d'acquisto dei prodotti ortofrutticoli, chiede la giornalista Giulia Bosetti? "Come da contratto - risponde Mazzini - chiediamo ai nostri fornitori che non ci facciano proposte di prezzo al di sotto dei prezzi medi ordinari di produzione. La nostra intenzione è avere relazioni economiche trasparenti, corrette e stabili anche in un mercato imprevedibile e meteoropatico, altamente sensibile ai cambiamenti climatici come quello di frutta e verdura, cercando di rispettare sempre produttore e consumatore".




Capitolo promozioni: chi paga le offerte, chiede la giornalista? “Le promozioni sono di due tipi", dice Mazzini. "La prima è un accordo preventivo in cui si propone mesi prima al fornitore il periodo della promozione e si concorda la scontistica, programmando in base alla disponibilità del fornitore; questi non arriva impreparato alla negoziazione e considera lo sconto quando formula il prezzo. C’è poi il caso altrettanto frequente, se non di più, in cui il produttore ha un eccesso di produzione dovuto ad esempio a fattori climatici ed è lui a proporre una scontistica per spingere l’acquisto e il relativo consumo di quell'articolo”.

E le vendite sottocosto? Mazzini è chiaro: “Non facciamo promozioni su prodotti che hanno subito oscillazioni importanti dovuti a eventi climatici inattesi. Non avrebbe senso mettere in difficoltà i nostri fornitori. E comunque nessuno è suicida, in casi critici possiamo modificare o sospendere quella promozione, ogni tanto capita; le referenze critiche sono poche e le inseriamo in volantino solo quando sappiamo che c'è il picco di produzione”.

Molti piccoli produttori si sentono strozzati dai grandi gruppi, incalza Bosetti: “Io parlo per Coop: da noi le relazioni stabili e durature permettono di gestire aspetti critici. Per costruire il rapporto che noi vogliamo con i fornitori, ovvero percorsi di filiera garantiti, tracciati, ci vogliono almeno cinque anni. E in questo ambito, ovviamente, non ci sono ritorsioni se un fornitore non riesce a soddisfare richieste di scontistica: sarebbe autolesionistico”.



Presa Diretta aveva poi parzialmente mostrato il passaggio dell'intervista incentrato sulla sentenza Antitrust di cinque anni fa a proposito della vicenda-pere con Celox: “L’Antitrust ha fatto un lavoro molto superficiale contro il quale abbiamo presentato ricorso al Tar, ancora in fase di valutazione, e abbiamo documentato le nostre azioni", la replica di Mazzini. "Celox non era un produttore agricolo, bensì un grossista che comprava da terzi in base al venduto; ci ha denunciato una volta ricevuta la comunicazione che avevamo deciso di interrompere il rapporto con lui. Oggi il nostro primo fornitore di pere è una cooperativa che vendeva le pere a quel grossista che poi le rivendeva a noi. È giusto che quel valore aggiunto non si perda in intermediari ma vada direttamente alla produzione".
"E comunque in atteso dei successivi gradi di giudizio - la considerazione di Mazzini "tagliata" nella puntata di lunedì - un caso su duemila fornitori in 20 anni è una rondine che non fa primavera". 

La domanda successiva verte sulle aste al doppio ribasso: "Sono una grave stortura del mercato e rischiano di stressare i produttori. Noi non le abbiamo mai fatte né le faremo”.

Infine un passaggio sulla classifica di Oxfam dedicata al rispetto dei diritti umani che vede Coop al vertice: “Essere primi nella classifica stilata da Oxfam e a distanza siderale dai nostri competitor è frutto di una politica che non nasce oggi; non una moda del momento ma il modo di lavorare di Coop da sempre”, spiega Mazzini. 

“Nell’etichetta dei nostri prodotti a marchio, anche nell’ortofrutta, il consumatore trova l’indicazione di chi produce. Non nascondiamo i produttori, li valorizziamo ed è con loro che abbiamo lanciato le ultime campagne, quella per la diminuzione nell’uso dei concimi chimici o quella volta a ridurre in coltura l’utilizzo dell’acqua”.

Sotto l'intervista integrale


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