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mercoledì 11 novembre 2020


Ortofrutta Dimar, i numeri della crescita

Fuori dai supermercati non ci sono code, gli italiani sembrano aver metabolizzato il concetto che la disponibilità di cibo e ortofrutta, nei punti vendita, è assicurata, ma le prospettive per le prossime settimane sono incerte, complici le tante incognite legate allo sviluppo della pandemia: lo spiega Giovanni Sansone, responsabile ortofrutta di Dimar nel fare il punto sull'andamento del reparto negli store della società aderente al Gruppo Selex.  "Dopo il primo lockdown  - racconta a Italiafruit News - la frequenza di acquisto non è mai tornata al livello pre-Covid e il graduale recupero della normalità è stato interrotto dall'irrompere della seconda ondata che sta avendo conseguenze impattanti sia in Piemonte che in Liguria, dove operano le nostre insegne. C'è da dire che l'aumento di spesa e della penetrazione di reparto, tuttora riscontrabili, compensano ampiamente il calo dello scontrino-medio". 



Il mese di ottobre - toccato marginalmente dall'emergenza coronavirus - si è chiuso positivamente per il reparto ortofrutta di Dimar: "A parità di rete rileviamo un incremento a volume del 5% e a valore dell'8%, mentre a struttura variante, considerando cioè i 5 Pdv non ancora aperti dodici mesi fa sui 100 totali, la crescita è stata rispettivamente dell'8% e  dell'11,5%". 

Analogo, ma un po' meno brillante, il trend dall'inizio dell'anno: "Nei primi dieci mesi del 2020 il dato in volumi è pari esattamente a zero mentre in valore c'è un progresso del 4,4%; considerando le nuove aperture, cresciamo invece del 3% in quantità e dell'8% in termini di fatturato. Immutata l'incidenza del reparto ortofrutta sullo scontrino: il 9% circa. Il dato, tuttavia, non tiene conto di frutta secca e legumi secchi". 



Le temperature miti, evidenza Sansone, non aiutano le vendite di frutta di stagione: situazione difficile per cachi, castagne, mele, pere, a differenza degli ortaggi che si caratterizzano per i prezzi interessanti soprattuto nel caso dei pomodori ("che però risentono della carenza di materia prima"), ma anche di zucchine, peperoni, melanzane. "La situazione, dai primi di novembre, si sta stabilizzando", aggiunge il responsabile Dimar. 

In sofferenza le banane:  "L'offerta è molto abbondante, il mercato saturo e i prezzi sono decisamente calati. Abbiamo portato avanti, come sempre in questo periodo dell'anno, alcune promozioni in volantino che però non sono bastate a risollevare le sorti di un prodotto che risente della pressione causata dai grandi volumi".



Per la IV Gamma e i prodotti servizio in generale, ottobre ha confermato la ripresa iniziata a settembre "ma da novembre gli indicatori potrebbero tornare negativi; siamo in attesa di vedere cosa succederà". Sui fresh cut, puntualizza Sansone, Dimar ha performato meglio della media di mercato esattamente come per il biologico "comparto penalizzato dal lockdown non solo nel reparto ortofrutta ma a livello generale: abbiamo reagito innovando e ampliando l'assortimento, dando spazio ai fornitori come Melinda che hanno lanciato proposte green quali gli imballaggi ecologici".



La marca del distributore consolida il proprio ruolo ed è il brand premium Saper di Sapori "targato" Selex a meritare una menzione particolare: "Piace molto perché viene speso solo quando le elevate caratteristiche organolettiche del frutto lo permettono; ogni mese proponiamo referenze diverse". E sempre con Selex è in fase di sviluppo un progetto per la rivisitazione degli imballaggi e un pack più sostenibile: coinvolgerà anche le insalate in busta.



Le prospettive di qui alla fine dell'anno? "Difficile sbilanciarsi. Siamo concentrati sugli approvvigionamenti delle merci, che finora procedono senza problemi e cerchiamo di portare a termine le ristrutturazioni e le aperture previste, lavorando con lo spirito di sempre".

Prosegue a pieno ritmo il progetto di clusterizzazione portato avanti con Agroter: "Stiamo arrivando alla sequenza espositiva per codice articolo con una proposta fruibile in 3D che evidenzia le peculiarità dello scaffale attraverso un modello distintivo e unico che rende più incisiva la profondità assortimentale", conclude Sansone.

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