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martedì 15 dicembre 2020


Clementine, si lavora per coprire le spese

I produttori italiani di clementine stanno lavorando non per guadagnare, ma solo per coprire le spese di raccolta e lavorazione. Una triste realtà di cui la televisione non parla e la politica nazionale non offre soluzioni concrete. 

“L’obiettivo primario è coprire i costi di produzione e lavorazione. Cerchiamo di raggiugerlo lavorando in maniera mirata sulla qualità ed evitando di creare problemi ai nostri clienti. Tale strategia ci sta consentendo di difenderci in questa annata disastrosa per le clementine italiane, caratterizzata dalla combinazione tra i bassi prezzi di mercato legati alla scarsa domanda, le alte percentuali di scarto in campagna dovute alle piogge continue di novembre e la pressante concorrenza estera da parte di Spagna, Marocco, Tunisia e Grecia”, spiega a Italiafruit News Francesco Quaranta, amministratore dell’azienda pugliese Forty Fruit nel sottolineare che l’unico canale che dà soddisfazione è quello della Gdo.



Il problema numero uno in assoluto è lo scarto che, finora, come racconta Quaranta, “ha raggiunto percentuali comprese tra il 30 ed il 40% dei volumi raccolti nelle zone precoci del Metapontino, di Castellaneta e Ginosa, dove la merce da raccogliere è ormai terminata. Prevediamo che questa quota di scarto scenderà un po’ per i campi del territorio più tardivo di Massafra-Palagiano, dove ci aspettiamo anche una percentuale di calibri piccoli più contenuta”.

A distanza di pochi mesi dall’inizio delle lavorazioni, la campagna 2020/21 delle clementine rischia di essere già compromessa. E solo un intervento straordinario dello Stato, oppure una rocambolesca impennata dei consumi, potrebbero cambiare le carte in tavola. 



“Alcuni operatori italiani - dice Quaranta - non capiscono che in questo frangente occorre assolutamente aiutare i produttori nazionali, non acquistando e lavorando la merce straniera. Sarebbe opportuno, inoltre, che la politica intervenisse in via straordinaria frenando le importazioni di clementine estere nel corso dei prossimi due mesi, per evitare l’allontanamento dei produttori dai campi”.

Difficile fare previsioni per le prossime settimane e le festività. “Da oggi (lunedì per chi legge, ndr) c’è stata qualche richiesta in più da parte degli ortomercati, finora molto in difficoltà. Speriamo che sotto Natale ci possa essere un incremento dei consumi e che da gennaio, non appena si ridurrà l’offerta della Calabria, il mercato possa dimostrarsi più ricettivo - conclude - Un po’ di freddo e neve al Nord Italia ed in Europa potrebbero stimolare sicuramente le vendite del frutto".

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