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venerdì 29 gennaio 2021


Kiwi, la tecnologia per uno standard italiano

Concorrenza greca e modello Zespri, innovazione (tecnologica e varietale) e garanzia di soddisfazione per il consumatore. La nostra diretta Facebook di ieri dedicata al kiwi – un frutto che sta conoscendo un buon momento di mercato – ha toccato diversi temi, ma il messaggio emerso dal confronto è stato chiaro: l'Italia può vincere solo con una proposta di qualità, fatta in campo, valorizzata nelle centrali ortofrutticole grazie a una selezione che possa garantirla nel tempo, e infine comunicata al consumatore. Una sorta di standard italiano a cui si dovrebbero uniformare tutti i soggetti del comparto per aumentare il valore della proposta.

Ne abbiamo discusso con Angelo Benedetti (presidente Unitec), Elisabetta Pellegrini (direzione commerciale Food - Buyer Ortofrutta Piante&Fiori Coop Italia), Luigi Mazzoni (amministratore delegato Gruppo Mazzoni), Alberto Raviolo (referente commerciale Kiwiuno – Gruppo Rivoira), Adriano Petteni (presidente La Buona Frutta Spa consortile) e Roberto Della Casa (fondatore di Agroter e Italiafruit News).



“L'occasione della pandemia – ha ricordato proprio Della Casa – ci sta offrendo opportunità che non si presenteranno più: la filiera ha solamente assecondato la richiesta dei consumatori, non ha indotto la crescita della domanda di kiwi. Ora, però, serve un secondo atto, un sistema di controllo del mercato che permetta di dare soddisfazione al consumatore, uno standard che permetta di qualificare il kiwi italiano agli occhi del mondo intero”.

Bisogna cercare di fare ciò che il mercato apprezza. E sul kiwi si è visto che per un buon frutto – specialmente quelli a polpa gialla o le nuove varietà a polpa rossa – il prezzo passa in secondo piano. Alzare l'asticella della soddisfazione del consumatore, dunque, e per questo il ruolo delle tecnologie diventa fondamentale.

“Unitec è un partner estremamente utile perché riesce a dare proprio la garanzia di soddisfare l'esigenza del consumatore in maniera costante – ha evidenziato il presidente Angelo Benedetti – Zespri è un esempio incredibile di coerenza di qualità, un modello che ha generato un consumo positivo verso il kiwi. Avere un prodotto con caratteristiche qualitative costanti nel tempo consente di non deludere il consumatore: la bontà può essere garantita dall'apporto tecnologico: le nostro soluzioni sono tagliate su misura per le esigenze del prodotto, della singola varietà o degli standard che un club si vuole dare”.



“Notiamo una crescita importante delle vendite di kiwi giallo – ha evidenziato Pellegrini – e tanto interesse per il rosso, che al momento resta un prodotto di nicchia: in ogni caso il rapporto tra soddisfazione e prezzo è premiante. C'è un aumento del prodotto confezionato e quando c'è una risposta costante all'attesa di qualità il consumatore ti segue... Anzi, nel caso del kiwi pare ti preceda. Come Coop non commercializziamo kiwi finché i frutti non raggiungono determinati parametri e per il prodotto a marchio alziamo ancora di più l'asticella”.

Mercato positivo, ma la produzione deve fare i conti con la morìa e il meteo non sempre favorevole, come ha ricordato Alberto Raviolo. “Questi fenomeno hanno inciso parecchio sulla produzione, facendo posizionare il prezzo a livelli decisamente importanti. La forte concorrenza del prodotto greco ha poi complicato il consolidamento del kiwi italiano su alcuni mercati, anche se l'appeal del Made in Italy continua a rimanere decisamente alto”.

“Il mercato europeo e italiano è tonico – ha aggiunto Luigi Mazzoni – Le quotazioni sono a un livello molto elevato e questi due elementi mantengono in equilibrio la domanda presente e prevista per il kiwi. Se in Italia ci si concentra sul prodotto nazionale, in Germania, dove i distributori sono più sensibili ai prezzi, si stanno orientando sul prodotto greco. Una tendenza più sfumata al Nord Europa, dove c'è una storicità importante del prodotto italiano”.



“La Grecia è un player con numeri crescenti e valori interessanti da un punto di vista economico – ha detto Pellegrini – Ma registriamo una forte sensibilità del consumatore rispetto ai prodotti del territorio, specialmente su un frutto come il kiwi. Coop sceglie di privilegiare la produzione italiana e di sostenere la filiera nazionale a differenza di altre insegne: nei nostri punti vendita non vendiamo kiwi greco. Questo, però, non ci fa perdere di vista l'obiettivo economico del consumatore e di salvaguardare la promessa che facciamo con un adeguato valore del prodotto”.

La produzione italiana, quindi, come si deve orientare? “Verso quegli articoli che i competitor non hanno – ha risposto Petteni – Noi su kiwi giallo e rosso registriamo una richiesta veramente importante. La produzione italiana di kiwi sta soffrendo la concorrenza greca e infatti di nuovi impianti di kiwi verde se ne vedono pochi. Dobbiamo potenziare la produzione delle nuove varietà, dove l'interesse è veramente alto. E poi valorizzare la proposta: per un prodotto premium abbiamo bisogno di qualità garantita, di continuità di spore. Con Unitec abbiamo installato una tecnologia per la classificazione della qualità interna dei nostri frutti, selezioniamo così per grado Brix, colore e sostanza secca – ha terminato l'imprenditore - Chi acquista da noi Jingold è sicuro di avere un frutto giallo, dolce e molto gustoso”.

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