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venerdì 12 febbraio 2021


«Campania Patate, com'è cresciuta la nostra Op»

Oggi l’Organizzazione di produttori Campania Patate vanta una ricerca varietale unica sul prodotto patata, con destinazioni d’uso definite e molto apprezzate dai consumatori moderni (clicca qui per approfondire ). Ma come è nata questa storia aziendale di successo?

“Il fulcro della nostra crescita è rappresentato dalla storica sede di Angri, in provincia di Salerno, da cui non ci siamo mai spostati” spiega a Italiafruit News il presidente della Op Giuseppe D’Aniello.
E continua: “Oggi siamo alla terza generazione ma, quando la mia famiglia ha iniziato a fare raccolta e confezionamento delle patate già prima della guerra, in zona c’erano solo piccoli produttori con appezzamenti davvero limitati. Una volta raccolte, le patate venivano confezionate in sacchi nelle ‘baracche’ – gli odierni magazzini – per poi arrivare nei Paesi del nord Europa, Germania e Danimarca principalmente”.

Crescita e investimenti


Lo stabilimento di Campania Patate

Dai primi appezzamenti di qualche migliaio di metri quadri, con la costituzione di Campania Patate è iniziato ufficialmente  il percorso di aggregazione, ed ad oggi la rete aziendale è composta da una sessantina di produttori per un totale di poco più di 350 ettari coltivati sul territorio nazionale, prevalentemente in Campania,  a cui si aggiungono accordi produttivi con una decina di grosse aziende d’oltralpe.
“Da quando è nata Campania Patate come Organizzazione di produttori nel 2009 – aggiungono il presidente della Op Giuseppe D’Aniello e il responsabile commerciale Antonio Galeota - siamo sempre stati una realtà in crescita, anche grazie alla presenza di soci al di fuori della nostra regione. Le produzioni che i nostri associati hanno conferito nell’ultimo anno sono di poco più 25mila tonnellate, oltre al prodotto commercializzato da aziende non socie. I nostri associati sono certificati Global-Gap, e la Op è certificata per la commercializzazione del prodotto Bio”. 

A seguito delle continue sollecitazioni da parte dei mercati di acquisizione delle patate, della Gdo e di alcune industrie di trasformazione, per la ottimizzazione delle produzioni sia in termini delle caratteristiche qualitative che per l’aspetto economico, vengono aggiornate costantemente le tecniche colturali con nuove attrezzature, e le coltivazioni di nuove varietà di patate attraverso la costituzione di campi sperimentali in collaborazione con le note case sementiere. 
Campania Patate ha infatti puntato su centri di stoccaggio all’avanguardia che riescano a distribuire su più mesi i picchi di produzione degli associati, che generalmente si registrano tra maggio e giugno. A garantire la conservazione del prodotto sono celle di stoccaggio che utilizzano la tecnica dell’ozono e dell’etilene, sostanza quest’ultima che evita la germogliazione del prodotto per mesi.

Il recupero della tradizione con la Ricciona



A caratterizzare Campania Patate non è solo l’innovazione ma anche la valorizzazione delle tradizioni locali, che è avvenuta attraverso il recupero di una varietà tipica campana: la patata Ricciona, un tubero a pasta bianca dalla buccia gialla.
“Alcuni tuberi di questa varietà sono stati rinvenuti e recuperati agli inizi degli anni ’90 nel comprensorio della Penisola sorrentina dal socio Antonio D’Aniello, ed inviati al Sasa (Science and Advice for Scottish Agricolture) in Scozia, i tuberi sono stati completamente risanati e moltiplicati poi restituiti e resi disponibili alla Op Campania Patate.”



Nel maggio 2012 è avvenuta la pubblicazione in G.U. dell’iscrizione nel Registro nazionale delle varietà da conservazione. A garantire la moltiplicazione del seme della Ricciona a Campania Patate sono oltre alla Cooperativa della Val Pusteria in Brunico Alto Adige, il Consorzio della Sila Ppas nella figura del direttore commerciale Albino Carli .

Quello della Ricciona si classifica come un progetto di recupero con una ricaduta estremamente positiva sul territorio: da sempre l’obiettivo della Op è infatti quello di comunicare la regione Campania con i suoi prodotti d’eccellenza e la professionalità dei suoi produttori. Nasce da qui il concetto di nome e cognome con la destinazione d’uso delle patate, un’altissima attenzione al packaging, una continua comunicazione del prodotto e numerosi investimenti in nuove tecnologie.

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