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venerdì 19 febbraio 2021


I campioni dell'ortofrutta veronese

Cresce, non senza problemi, il business dell'ortofrutta nella provincia di Verona. Il commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conta oltre 100 aziende per un fatturato aggregato di 1,533 miliardi di euro nel 2019, in crescita del 2,95% rispetto a dodici mesi prima. E'quanto si legge nel Report pubblicato dal quotidiano L'Arena che fa riferimento ai rendiconti dell'anno pre-pandemia. Le top 10 registrano un incremento medio del fatturato del 5,28% superando il miliardo: quattro aziende appaiono in calo, mentre le altre sono in crescita, con cinque di loro che presentano una crescita a due cifre. 

Al primo posto Rewe Group Buyng Italy, con un giro d'affari di 296,4 milioni di euro frutto di un balzo del 13,34% sul 2018, davanti a Eurogroup Italia (272,7 milioni, -0,02%) e Greenyard Fresh Italy che scende a 127,6 milioni di euro (-3,99%).



Lievita in modo imponente Alifresca Italy, terza per fatturato con 76 milioni di euro (+14,59), un dato che le permette di superare Villafrut (67,7 miloni di euro, -5,06%). In attivo Garden Frutta, che ha chiuso il 2019 con 61,2 milioni di euro (+11,99%) mentre Bruno Srl si attesta a 34,4 milioni di euro, in flessione dell'8,43%. La graduatoria delle prime dieci si chiude con Campina Verde (31,5 milioni, +3,88%), Leonardi, in netta ascesa (30,5 milioni, +12,27%) ed Europea Fruit Group che con 28,3 milioni di euro e il +39,42% sul 2018 è l'azienda che ha performato meglio in assoluto.



I dati economici delle prime 10 aziende veronesi nel Report Bilanci de L'Arena

L’Ebitda delle top è in calo nel 2019, del 6,58%, indicando una riduzione di efficienza che determina una diminuzione nella marginalità lorda delle vendite, in calo da 1,66% a 1,47%. 
Il reddito operativo delle aziende top, ancora è in calo dell'8,85%, mentre gli investimenti lordi fanno registratre una crescita pari al 6,56%; in termini economici l’effetto è una redditività del capitale che segna il passo passando da 4,90% a 4,19%. Il motivo? Una diminuzione della marginalità delle vendite accompagnata da una contestuale diminuzione dell’indice di rotazione. Anche il reddito netto è in diminuzione (-14,36%), mentre i mezzi propri crescono del 12,87%.



In calo i debiti finanziari (-5,75%), accompagnati da una crescita del patrimonio netto pari a 12,87%. Gli oneri finanziari, ancora, crescono dell’8,30%, mentre la loro incidenza sul fatturato rimane pressoché stabile determinando una riduzione nella capacità di copertura da parte del cash flow operativo che diminuisce considerevolmente: da 22,39 a 16,98.

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