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15/05/2012

PER APOVF FATTURATO 2011 IN LIEVE DECREMENTO A 29,8 MILIONI. SI PUNTA ALLA QUALITA’ CON UN NUOVO DISCIPLINARE

Nonostante la crisi regge l’utile del Gruppo Apovf (Associazione Produttori ortofrutticoli Veneto Friulana), i cui delegati societari si sono riuniti nei giorni scorsi per l’approvazione del bilancio d’esercizio 2011 e decidere le future strategie, con un occhio di riguardo alla qualità dell’ortofrutta. Presenti all’assemblea il presidente Lino Rossi, il procuratore Domenico Dal Bo’, il presidente del collegio sindacale Domenico Draghi e Melven Bosca, dirigente di Unaproa. Intervenuti anche Fabrizio Stella, direttore di Avepa, Fulvio Brunetta di Coldiretti e l’europarlamentare Giancarlo Scottà.
Il Gruppo Apovf, con i suoi 2.000 soci, vanta un totale di ricavi 2011 pari a 29,8 milioni di euro, contro i 31,7 del 2010 (-5,94%). Anche l’utile è calato a 13.738 euro, rispetto ai 110.257 euro del 2010.
Nell’assemblea sono emersi i dati di una gestione oculata del gruppo, perché nonostante la crisi globale il bilancio ha chiuso in attivo. A gennaio 2011, c’è stata l’incorporazione della società Coves di Padova, assumendo la perdita della stessa Coves di oltre 546 mila euro. Questo investimento ha prodotto una maggiore esposizione finanziaria verso le banche (passata dai 4,9 milioni di euro del 2010 a 6,1 milioni), ma l’incorporazione ha generato anche un cospicuo aumento delle immobilizzazioni di 1,5 milioni di euro, portando un incremento del patrimonio. Da Aprile 2011 si è inoltre dato avvio alla politica di commercializzazione dell’asparago bianco di Cimadolmo Igp, con la realizzazione del nuovo packaging. A maggio 2011 è invece iniziato il montaggio dei nuovi impianti a San Polo per la lavorazione e il confezionamento dei prodotti frutticoli (mele, pere, pesche e arance). Investimenti che aiuteranno Apovf ad incrementare le vendite verso la grande distribuzione, i negozi specializzati, il catering, le grandi comunità e gli ospedali. Il gruppo, grazie agli stabilimenti di Rai, Asolo, Scandolara, Udine e Terrazzo, è proteso a superare la crisi puntando sulla raccolta di prodotti di altissima qualità, certificata grazie al nuovo disciplinare approvato, cui i soci si dovranno attenere per il futuro.

Fonte: La Tribuna Treviso