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venerdì 6 giugno 2014


Fairtrade Italia/1. Vendite 2013 in crescita del 16,7% nel retail, Banane a 25 milioni di euro

Niente crisi per il circuito Fairtrade Italia, che continua a correre: lo scorso anno nel retail i prodotti "legati" al consorzio nazionale che rappresenta il marchio etico più diffuso al mondo hanno messo a segno un’ulteriore crescita a doppia cifra, +16,7%, dopo il +14% del 2012 e il +16,3% del 2011. Tradotto in soldoni: 76,3 milioni di euro di fatturato.



Protagoniste assolute di questa performance le banane che, con quasi 25 milioni di euro valgono un terzo del totale: nel 2004 se ne importavano in Italia 150 mila box pari a 2.700 tonnellate, mentre nel 2013 l’import è volato a  9.000 tonnellate. In questi dieci anni sono state vendute in Italia 54 mila tonnellate di banane certificate che hanno ripagato il lavoro degli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo con tre milioni di dollari di Fairtrade Premium. A livello globale, sono state vendute nel mondo 350 mila tonnellate del giallo frutto.



I dati sono stati forniti in occasione dell’incontro "Fairtrade: sostenibilità sociale e ambientale per un'azienda responsabile" (nella foto di apertura) che si è svolto ieri mattina a Milano. Un'occasione non solo per presentare i dati di vendita annuali del circuito ma anche per  illustrare i nuovi programmi commerciali per la responsabilità sociale d'impresa e parlare della presenza all’Expo del prossimo anno.

Il 2014 coincide con i 20 anni di Fairtrade Italia: il ventennale sarà celebrato il 23 ottobre a Roma in Parlamento e con un successivo evento ad hoc, ha anticipato il presidente nazionale Andrea Nicolello Rossi spiegando come a livello planetario siano ormai circa 1.400.000 gli agricoltori di 70 Paesi e 1.200 le organizzazioni di riferimento; i prodotti vengono venduti in 125 nazioni.

Cinque punti chiave per lo sviluppo
Cinque i temi strategici, o per dirla con il presidente Nicolello Rossi, i "cantieri aperti" del pianeta fairtrade: 

- sviluppo di marketing e co-marketing;
- partecipazione a Expo 2015;
- responsabilità sociale e d'impresa
- nuove politiche della cooperazione (In questi giorni il disegno di legge sul fair trade approda alla Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera);
- attenzione alle produzioni agricole italiane: Fairtrade sta lavorando a un disciplinare che potrebbe portare a un marchio di garanzia anche per l’agricoltura italiana, "soggetta - è stato detto - a fenomeni di illegalità e sfruttamento".
A livello internazionale saranno implementati nuovi programmi commerciali  per dare impulso alla commercializzazione e al sostegno ai produttori soprattutto con riferimento a cacao, zucchero e cotone. Perchè il fairtrade, ha concluso Nicolello Rossi, è sempre più strumento di responsabilità sociale d’impresa.

Dati positivi
Il direttore  di Fairtrade Italia Paolo Pastore ha snocciolato dati che fotografano un buono stato di salute sottolineando il  fondamentale ruolo del biologico.
Oltre metà delle banane bio vendute in Italia sono fairtrade: nuove insegne hanno inserite a scaffale la referenza nel corso dello scorso anno.

Pur con delle criticità legate alla diffusione nei punti vendita e alla visibilità dei prodotti Fairtrade, evidenziate dalla ricerca Nielsen di cui parliamo in altra news (cliccare qui per leggerla), il 55% del valore è comunque generato da politiche di co-branding: l’avvicinamento delle grandi marche al fairtrade è avvenuto più lentamente che altrove, ha sottolineato Pastore, il quale ha di conseguenza auspicato che una platea ancora più ampia di aziende decida di aderire al progetto.
 
Il fairtrade si pone in controtendenza in un contesto di mercato che registra una ricerca esasperata della promozionalità e una persistente crisi dei consumi; merito anche di nuovi prodotti come quelli proposti da Menz e Gasser che nel secondo semestre 2013 ha lanciato composte di frutta bio e zucchero di canna fairtrade.


Ma qual è l’identikit di chi mette nel carrello prodotti fairtrade? Pastore ha parlato di “un consumatore attento, di età media più bassa che in passato; un responsabile acquisti che preferisce la qualità alle promozioni anche se il prezzo deve essere comunque “accettabile”.

Fairtrade e l’Expo
Dal primo maggio al 31 ottobre Fairtrade sarà protagonista dell’Expo. Promuoverà  30 eventi, alcuni di approfondimento tematico altri di carattere sociale nel fuori Expo; punto di riferimento principale il cluster dedicato al cacao con l'Ecuador e altri Paesi. Fairtrade dirà la sua anche nel supermercato del futuro gestito da Coop. “Saremo anche negli spazi esterni per assicurare un contatto quanto più possibile “esperienziale” con i nostri prodotti”, ha detto il presidente Nicolello Rossi facendo poi riferimento a un'ultieriore presenza, nella collina della biodiversità gestita da Slow food.
I temi dell’Esposizione  Universale sono stati illustrati, durante l’incontro, da Giovanni Sacripante di Expo Spa: a Milano, ha detto, sono attesi 147 tra Paesi e organizzazioni internazionali che rappresenteranno il 93% della popolazione mondiale; 60 costruiranno un loro padiglione. Il target-visitatori è fissato in  20 milioni di unità (di cui 6-8 milioni dall'estero). 

Mirko Aldinucci
editor
mirko@italiafruit.net

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