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lunedì 8 settembre 2014


Russia: volano i prezzi della frutta dopo l'embargo di Putin

La società di consulenza RK Marketing, con sede a Mosca, ha studiato gli effetti dell'embargo russo sull'assortimento ed i prezzi al dettaglio dell'ortofrutta in Russia.

In base alle rilevazioni della società, i supermercati russi hanno ridotto nettamente l'offerta di frutta nel mese di agosto. In media, spiega la società, il numero di tipologie e varietà di frutta registra un calo, su base annua, pari al 29,5% e tale riduzione è molto stata molto accentuata per la pera (-36%), il kiwi (-32%), la banana (-32%) e la frutta a nocciolo (-31%).

"L'embargo ha colpito una lungo elenco di Paesi produttori di frutta e verdura che, tradizionalmente, fornivano il 30% di tutta la frutta importata dalla Russia" ha precisato a www.freshfruitportal.com Irina Koziy, direttore di RK Marketing e dell'agenzia di informazione FruitNews.

Koziy ha inoltre spiegato come l'embargo stia riducendo fortemente anche l'offerta di mele, uve da tavola e piccoli frutti in tutta la Russia. "In alcuni negozi la varietà di frutta disponibile nel reparto ortofrutta è diminuita di ben il 46,8%" ha sottolineato il direttore.

Conseguentemente i prezzi di tali prodotti hanno segnato rialzi consistenti in agosto, a partire dal kiwi per il quale i consumatori russi hanno dovuto pagare il 42,5% in più rispetto allo stesso mese del 2013. La classifica dei rialzi stilata dalla società prosegue con la frutta a nocciolo, +33,3%; l'uva da tavola, +28,5; la banana, +23,3%; gli agrumi, +21,6%; e le pere, +16,7%.

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