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venerdì 22 dicembre 2017


L'esotico di Mc Garlet parla (anche) italiano

Da qualche anno Mc Garlet, l’azienda di Albano S. Alessandro (Bergamo) leader nell'importazione di frutta esotica (più di due milioni i colli acquistati nel 2017, ndr) ha puntato allo sviluppo della produzione in Italia.
“I cambiamenti climatici rendono ora possibile anche nel Sud Italia la coltivazione di frutti che fino a pochi anni fa erano esclusiva dei climi tropicali – spiega a Italiafruit News il titolare, Luca Garletti - Grazie al nostro know-how, cerchiamo e sviluppiamo sinergie per entrare direttamente sul mercato. Ovviamente l’impegno parte dal vivaio, con la scelta delle varietà più indicate per ogni ambiente, ma sono importanti anche la formazione del personale e l’acquisizione dei terreni. Insomma, la creazione dell’intero network”.

Oggi Mc Garlet dispone di impianti in Puglia (di avocado e passion fruit), Calabria (avocado, mango e frutti della passione) e Sicilia (frutti della passione, lime, avocado e mango). Per ora si tratta di una ventina di ettari, ma già dal prossimo anno è previsto lo sviluppo di un altro centinaio.



“La differenza più importante, rispetto all’Oltremare o alla Spagna con i volumi importati, sta nella possibilità di raccogliere il frutto maturo direttamente sull’albero e di consegnarlo entro 72 ore – spiega l’imprenditore lombardo, trent’anni dedicati alla commercializzazione di frutti esotici e profondo conoscitore del settore – E questo oggi si può fare anche perché nel nostro Meridione il livello professionale della classe imprenditoriale è alto, grazie soprattutto a giovani pronti a mettersi in gioco”.

La frutta esotica Made in (South) Italy è commercializzata a marchio Figaro nel canale della grande distribuzione e dei mercati all’ingrosso ed è molto apprezzata in Svizzera, nel Regno Unito e, in generale, nel Nord Europa perché le vengono riconosciuti elevati standard qualitativi e organolettici.



Contemporaneamente, l’azienda continua a sviluppare i rapporti Oltremare, in particolare con il Sud America, dal quale importa frutta tropicale e controstagione. “Siamo un villaggio globale – osserva Garletti – Mandiamo il prodotto italiano dove c’è richiesta e, poi, importiamo dall’estero. Ma verifichiamo sempre lo stesso problema: un vuoto politico e normativo quando si parla di accordi commerciali”.

Passando al punto vendita, Luca Garletti si dichiara favorevole alla creazione di angoli dedicati. “Possibilmente corner nei quale distribuire materiale informativo venti settimane l’anno, una settimana per ogni frutto. La sfida nei negozi è dare al consumatore prodotti di ottima qualità e - conclude -  creare domanda grazie anche al lavoro dell’importatore”.

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