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lunedì 11 giugno 2018


Meloni, stop ai primi prezzi. Urge segmentare

Abbandonare l'offerta di meloni a prezzi sotto l'euro il chilo, oggi largamente praticata dai retailer italiani, in favore di una gestione della categoria basata sulle differenze qualitative ed estetiche tra le singole tipologie: dal retato al liscio, dal gialletto al piel de sapo. Questa la strada che suggerisce Stefano Soli, direttore generale di Valfrutta Fresco - società del gruppo Apo Conerpo - per soddisfare i gusti variegati dei consumatori italiani, sempre più esigenti e inclini a sperimentare nuovi piatti primaverili ed estivi a base di melone.

"Vendere meloni a meno di un euro - dice Soli - non è remunerativo per nessun attore della filiera ed è controproducente per il distributore, perché significa dare spazio a prodotti di qualità non adeguata, non soddisfacenti per il palato dei propri clienti. Questa logica di prezzo va a bloccare i consumi, penalizzando così i produttori e il mercato".

"Per il melone non esistono mezze misure"

Secondo Soli, in pratica, gli operatori della grande distribuzione nazionale dovrebbero concentrarsi più sulla qualità e sulle differenti caratteristiche organolettiche e superare la logica della battaglia dei prezzi soprattutto su prodotti come il melone, dove non esistono mezze misure: "il melone o è buono o non lo è - spiega - Occorre dunque eliminare dai propri assortimenti i meloni di qualità scadente di primo prezzo e, allo stesso tempo, scommettere sulla segmentazione dell'offerta per tipologia e lavorare sulla presentazione e sulla comunicazione al cliente".


Stefano Soli

Cosa fare? Spiegare le caratteristiche distintive e ricercare nuovi abbinamenti

"La filiera del melone ha bisogno di concentrarsi molto su qualità, tipicità, segmentazione e comunicazione - aggiunge il dg di Valfrutta - La ricetta per la creazione di valore passa dalla gestione a punto vendita di tre o quattro tipi diversi di meloni. Per ognuno di questi vanno evidenziate le specifiche caratteristiche distintive (ad esempio: compattezza o morbidezza della polpa, dolcezza, aromaticità, profumo, colore interno ed esterno) e suggeriti innovativi abbinamenti con salumi, formaggi e insalate (si pensi all'abbinamento proposto qualche tempo fa dal Consorzio del Melone mantovano Igp con il Gorgonzola Dop). Per fare un esempio sul tradizionale connubio prosciutto crudo-melone, la tipologia del liscio, che presenta una polpa morbida e una spiccata aromaticità e dolcezza, si può abbinare al meglio con prosciutti saporiti come il Toscano Dop, mentre un melone retato, a polpa soda e dolce, ma meno aromatico può essere esaltato con prosciutti delicati come il Parma o il San Daniele, altre Dop straordinarie".

La qualità viene garantita anche dalle tecnologie

"C'è di che sbizzarrirsi per creare abbinamenti e piatti eccellenti, ma alla base di tutto deve essere garantita la qualità e oggi i bravi produttori, aiutati anche dalle nuove tecnologie, sono in grado di farlo. E' soprattutto la distribuzione che deve invertire la rotta, guardando meno ai prezzi dei concorrenti e più alla propria proposta assortimentale e segmentazione qualitativa".

Valfrutta lancia i bollini illustrativi

"Proprio nell'ottica di segmentare la nostra offerta di qualità - conclude il direttore - da quest'anno abbiamo scelto di personalizzare le diverse tipologie di meloni Valfrutta con bollini di diverso colore (blu o bordeaux per il retato in base alla shelf life, arancione per il liscio, verde per il gialletto, giallo per il piel de sapo) e sui quali andiamo a indicare, in maniera sintetica e chiara, le peculiarità qualitative del prodotto, così come da molto tempo facciamo con le etichette dei nostri prodotti confezionati. La gamma include poi l'esclusivo melone gialletto a marchio Meloro, con polpa di color arancione tenue, dolce e croccante dal retrogusto aromatico che rimanda al miele, che viene presentato con una veste differente caratterizzata da un nastro di colore blu".



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