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martedì 1 ottobre 2013


IL CONSORZIO DI TUTELA DEL POMODORO IGP DI PACHINO PUNTA AL RILANCIO DEL COMPARTO VALORIZZANDO L'UNICITA' DEL PRODOTTO E DEL TERRITORIO

Il vero pomodoro di Pachino è solo quello a marchio Igp, tutelato e protetto dal Consorzio, che dal 2001 si batte per far conoscere il proprio prodotto e per difenderlo dalla concorrenza sleale di pomodori a basso costo provenienti dall'estero, in particolare dai paesi del mediterraneo. Il consorzio classifica quattro diverse tipologie di prodotto, tutte con caratteristiche differenti. Il tondo liscio, verde scuro e dal gusto deciso; poi c'è quello a grappolo o snocciolato, verde e rosso; si passa alla varietà costoluta, di grandi dimensioni, dalle coste marcate, verde scuro brillante che sostituisce il tondo insalataro nel periodo invernale ed infine, c'è il ciliegino, il più noto, con la caratteristica forma "a ciliegia", di colore rosso intenso, con frutti piccoli e tondi.
Far capire ai consumatori che il pomodoro di Pachino non è solo il ciliegino è stato uno degli obiettivi perseguiti dal Consorzio: "con questa definizione si identifica tutto il pomodoro prodotto nella nostra zona, circa 2 mila ettari nella provincia di Siracusa, con caratteristiche ben precise che ne determinano il gusto e le proprietà organolettiche" spiega Paolo Meli, responsabile della comunicazione del Consorzio.
Il clima semiarido della zona, caratterizzato da scarsa piovosità e molto soleggiato, è il responsabile del gusto inconfondibile dei pomodori cresciuti in questa terra. La combinazione di "luce, acque di falda salate e terreno fertile, dà prodotti estremamente dolci con il giusto grado di salinità, eccellenti cotti e crudi" continua Meli.
Oggi la produzione, effettuata con sapienza dai tanti coltivatori, si attesta sui 50 mila quintali tra ciliegino e insalataro, e per dare risalto a questo prodotto d'eccellenza, scelto anche da molti chef per le loro ricette, il Consorzio sta cercando di rilanciare il comparto attraverso una politica di promozione del territorio. Per comunicare l'unicità del prodotto il Consorzio ha scelto di "commercializzarlo in confezioni sigillate con il marchio per cui è quasi impossibile trovarlo sfuso sui banchi del mercato, perché la maggior parte dei produttori fa parte del Consorzio – conclude Meli -. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare il pomodoro di Pachino come area dalla forte vocazione turistica, che può offrire ai visitatori un bellissimo territorio e il valore aggiunto di prodotti di qualità".

Fonte: Il Corriere della Sera


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