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venerdì 20 dicembre 2013


ALBICOCCO, BILANCIO DELL'ANNATA AGRARIA E TREND PRODUTTIVO

La produzione mondiale di albicocche (al 2010) si attesta sui 3,5-4 milioni di tonnellate, prevalentemente in tre continenti in ordine d'importanza: Asia, Europa e Africa.
I principali produttori mondiali sono, a seconda dell'andamento climatico, sensibilità specie/cultivar e delle brinate primaverili, con una Plv di (Ton./anno): Turchia (660.000 t.), Iran (487.000 t.), Pakistan (325.000 t.), Uzbekistan (290.000 t.), Italia (250.000t.) e Algeria (203.000 t.).
In Europa vi è stata invece una diminuzione della superficie, in effetti nell'Ue-27 Paesi la superficie totale ad albicocco è nel 2010/11 di circa 68.000 ettari e la produzione è suddivisa fra Italia, Spagna, Francia e Grecia che concorrono reciprocamente al 55% della Superficie ed al 69% della produzione.
La produzione comunitaria di albicocche oscilla fra le 450.000 e le 600.000 tonnellate. I Paesi che hanno fatto maggior investimenti sono in ordine di importanza: Italia, Francia, Grecia, Spagna, Ungheria e Slovenia. In Italia, maggior produttore europeo, la superficie si aggira intorno ai 20.000 ettari e nel 2012 si sono ottenuti oltre 250.000 tonnellate (dati Istat). In Italia tre Regioni si giocano il primato produttivo: Emilia Romagna, Campania e Basilicata.
Nel 2013 la produzione Italiana ha evidenziato una notevole flessione specie nelle aree più produttive: Emilia Romagna, Italia del Sud, Sicilia, Sardegna ed altre aree italiane;



Dati sintetici annata agraria 2013
Si evidenzia nel 2013 una produzione inferiore rispetto al 2012 (-35%), a causa di avversità atmosferiche nelle aree di maggior produzione. La superficie colturale è in aumento (+5/10%), tale tendenza è presente nelle zone più vocate già da alcuni anni.
Per quanto riguarda le varietà precoci, la qualità non è risultata buona a causa delle piogge persistenti, mentre nelle cultivar di albicocco più tardive, la qualità organolettica e la pezzatura è risultata nettamente migliorata.
In generale, i prezzi in questa annata sono risultati superiori del 50% rispetto al 2012. Da questa tendenza vanno però escluse le varietà tardive, che hanno spuntato quotazioni più alte, ma solo del 20%.

A cura del Professor Francesco Rinaldi Ceroni, consulente agricolo e imprenditore in Economia, realizzato in collaborazione con Fedagri-Confcooperative, con la Provincia di Ravenna e con il contributo dell'IPSAA "Persolino" Faenza. (rinaldiceroni.f@evomail.it)

Fonte: Agronotizie


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