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mercoledì 12 febbraio 2014


FICO EATALY WORLD, L'ECCELLENZA DEL "FOOD" IN MOSTRA AL CAAB DI BOLOGNA DAL 2015

Un Expo permanente dell'eccellenza agroalimentare italiana: un grande Parco di valorizzazione e "narrazione espositiva" del patrimonio di gusti, sapori e tipicità che nel 2013 sono valsi all'Italia il record storico di esportazione dei prodotti agroalimentari, arrivato a quota 33 miliardi di euro. Tutto questo si propone di essere FICO Eataly World, la Fabbrica Italiana Contadina concepita come struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell'agroalimentare italiano, attraverso la ricostruzione delle principali filiere produttive: un progetto che sarà insediato al CAAB – Centro Agroalimentare di Bologna e che nel corso del 2015 si aprirà ai visitatori italiani e stranieri con oltre 80 mila metri quadrati, articolati in aree specifiche fra coltivazione, produzione, ristorazione, studio/ricerca/didattica, commercializzazione. Si prospetta decisamente importante l'indotto turistico, che le prime previsioni stimano, a regime, in 6 milioni di visitatori all'anno.
Come ha anticipato Italiafruit News (vedi notizia di ieri) tutti i dettagli del progetto FICO sono stati presentati ieri, 11 febbraio, nel corso di un incontro al Circolo della Stampa di Milano. "In vista del 2015, anno dell'Expo – ha spiegato il presidente del CAAB Andrea Segrè - è arrivato il momento di trovare una "casa" stabile per custodire, raccontare e tramandare una delle risorse più vitali dell'economia italiana: il cibo. Per questo, d'intesa con il Sindaco di Bologna Virginio Merola, nel 2012 abbiamo pensato ad un parco agroalimentare, condividendo poi il progetto con il presidente di Eataly Oscar Farinetti. Il risultato di un lavoro intenso e appassionante è appunto FICO Eataly World: una sorprendente ma reale vetrina dell'eccellenza agro-alimentare italiana, educazione e intrattenimento assieme in forma di parco tematico per dare al cibo il valore che merita. Un'idea talmente forte che in pochi mesi ha saputo raccogliere l'adesione di una ventina di investitori privati, a copertura e garanzia di un progetto che valorizza anche uno spazio pubblico".
"FICO sarà un luogo immenso e gioioso dove la bellezza del settore agroalimentare italiano verrà presentata e narrata dalla sua nascita nella terra madre fino al suo arrivo nel piatto e nel bicchiere – ha dichiarato il presidente di Eataly Oscar Farinetti -. Un luogo dove i bambini e i giovani di tutta Italia potranno capire l'immenso patrimonio della propria nazione e una moltitudine di turisti da tutto il mondo godranno delle meraviglie dell'agroalimentare e dell'enogastronomia del nostro Paese. Questo luogo avrà un cognome, FICO e un nome, EatalyWorld. Avrà una casa, il CAAB di Bologna e sarà anche meta di cittadini emiliani e turisti italiani. Centinaia di piccole e medie imprese italiane di alta qualità potranno mostrare in diretta la loro arte manifatturiera. Questo è il nostro progetto e ora proviamo a realizzarlo. Con tanto impegno penso che ce la faremo".
"Il progetto FICO rappresenta un punto di incontro ottimale tra idee, risorse e soggetti privati e pubblici in grado di perseguire molteplici e ambiziosi obiettivi: la valorizzazione di un importante spazio pubblico (il CAAB, partecipato all'80% dal Comune) e del mercato ortofrutticolo in esso insediato – ha aggiunto Silvia Giannini, vicesindaco del Comune di Bologna -. E ancora, la diffusione della conoscenza delle eccellenze agroalimentari made in Italy e la possibilità di fruirne, in un luogo che sarà unico e avrà un marchio, Eataly, apprezzato in tutto il mondo. FICO avrà inoltre una forte attrattività per il turismo, in particolare per i giovani e le famiglie e vedrà una forte connessione con le attività delle nostra città: culturali, commerciali e di promozione turistica".
FICO, sviluppandosi attraverso 80.000 metri quadrati - di cui 50.000 destinati a funzioni "core" e 30.000 a funzioni integrate e strutture di supporto - permetterà di rappresentare l'enogastronomia italiana dalla genesi alla fruizione, in una sequenza di alta suggestione: stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery, ristoranti. Un vero e proprio "itinerario della produzione e del gusto" per apprezzare il cibo italiano in tutto il suo splendore e nella sua inarrivabile eccellenza. Un percorso che sarà efficacemente attrezzato con cartellonistica, audio guide e accompagnatori didattici per diventare punto di riferimento museale, didattico e degustativo: un vero "atlante tridimensionale" in cui immergersi per una full immersion nell'educazione alimentare e, al tempo stesso, elemento catalizzatore per l'approvvigionamento enogastronomico nel segno della qualità e della tipicità.
"Vogliamo assicurare il forte legame di questo progetto con le tradizioni, il territorio, le comunità di cui il cibo è espressione – ha affermato Tiziana Primori, Sviluppo Partecipate Coop Adriatica -. Si tratta di una grande opportunità, economica ma anche sociale, per le eccellenze agroalimentari del nostro Paese e i suoi tanti produttori di qualità".





FICO significa anche occupazione: sono già previsti circa 5 mila posti con 1.340 addetti diretti (fra ristorazione e commercializzazione) e con 3.550 posti ulteriori che si apriranno per addetti nell'indotto: accoglienza, filiera agricola, trasporti e logistica, commercio e servizi.
Il grande Parco tematico dell'agro-alimentare italiano rispetterà la natura e funzionerà grazie all'energia del sole, con energia verde e a km zero: quella prodotta dal più grande impianto fotovoltaico in Europa installato da Unendo Energia sui tetti del CAAB.
Venti investitori consentono di avviare lo start up del progetto F.I.CO.: un ruolo importante è stato svolto da COOP Adriatica e a questa si sono uniti, oltre ad Eataly, Confcommercio ASCOM Bologna, CCIAA di Bologna, Unindustria Bologna, Confartigianato Assoimprese di Imola e Bologna, Banca Intesa San Paolo, ENPAIA Ente di Previdenza e Assistenza degli Addetti in Agricoltura, Monrif Group, Unendo Energia spa, EmiBanca, Fondazione Carisbo, Carimonte Holding, Nute Partecipazioni (Cav. Alberto Masotti), Coop Reno, FIBO (Finanziaria Bolognese), Gruppo Società artigianato(GSA), Cooperativa Saca, Dott. Giorgio Tabellini. Mentre il fund-raising prosegue sul piano nazionale e internazionale – dove FICO ha già destato parecchio interesse in occasione delle recenti presentazioni in Asia e in Europa – la quota complessivamente raccolta ad oggi è pari a 40 milioni di euro.
"FICO rappresenta una modalità nuova di valorizzazione del patrimonio immobiliare, spesso sottoutilizzato, di cui dispone il nostro Paese – ha spiegato il Direttore generale di CAAB Alessandro Bonfiglioli -. Non la semplice dismissione di asset, spesso a prezzi di saldo, ma la creazione di un progetto imprenditoriale di eccellenza e rilevanza internazionale. In questo modo si interviene sia sul numeratore sia sul denominatore del rapporto debito/PIL, si crea ricchezza ed indotto economico mentre si riduce il debito, creando valore per tutti gli attori coinvolti e in definitiva per il Paese nel suo insieme. Un esempio in cui pubblico e privato operando di concerto sono riusciti a garantire tempi e procedure certe ed aggregare in tempi ristrettissimi le rilevanti risorse economiche necessarie alla realizzazione. Un caso che speriamo possa ripetersi in tante altre occasioni".
CAAB è stata affiancata da EY quale Global Financial Advisors, con un team di lavoro guidato da Andrea Guerzoni, Transaction Advisory Services Leader di EY, e da Marco Daviddi, TAS Real Estate Executive Director di EY. Le attività di EY hanno riguardato l'elaborazione e analisi del piano industriale e del business plan dell'iniziativa CAAB, il supporto nella strutturazione finanziaria dell'operazione e il fund-raising. "Il progetto FICO dimostra che un progetto immobiliare e imprenditoriale forte riesce ad essere attrattivo sul mercato dei capitali e consente di vedere prospettive di rilancio della nostra economia a partire dalle eccellenze del nostro territorio", ha aggiunto Andrea Guerzoni.
Il Fondo Immobiliare per la realizzazione di FICO avrà durata di 40 anni e un ammontare compreso tra 95 e 400 milioni di euro. Sarà sottoposto alla vigilanza di Consob e Banca d'Italia e per la sua gestione CAAB, con il supporto di EY e dello studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, ha promosso una procedura ad evidenza pubblica in base alla quale è stata selezionata Prelios SGR. "Per Prelios SGR è una grande opportunità poter gestire il Fondo PAI (Parco Agroalimentare Italiano), un fondo immobiliare "alternativo" che darà luce ad un progetto di rilevanza nazionale - ha commentato Andrea Cornetti, Head of Business Development Prelios Sgr -. Il fondo, dedicato ad investitori qualificati istituzionali, dà la possibilità di partecipare concretamente alla valorizzazione dell'eccellenza agroalimentare italiana, uno dei principali pilastri della cultura del nostro paese nel mondo".

Fonte: CAAB


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