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venerdì 30 maggio 2014


QUALITÀ E COMUNICAZIONE: LA RICETTA PER LO SVILUPPO DEI CONSUMI DI MELAGRANE IN ITALIA

Il forte incremento del numero di ettari investiti a melograno in Italia negli ultimi anni ha portato la società SG Marketing a organizzare, in collaborazione con i fornitori internazionali Terremerse e Unifrutti, un convegno - "Valorizzare la Melagrana" - per discutere sulle possibili strategie che produzione e distribuzione, in comune, potrebbero intraprendere per supportare la crescita dei consumi di questo frutto autunnale.

Sulla base delle previsioni indicate nel corso dell'incontro, tenutosi ieri presso l'Aula Magna della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e moderato da Luciano Trentini (AREFLH), l'Italia ha un potenziale produttivo di 20 milioni di tonnellate di melagrane entro i prossimi cinque anni, contro le 1.020 del 2014. Si prevede, inoltre, che una parte consistente della produzione transiterà per la GDO che oggi, però, vende solo il 5% dell'offerta italiana. 

Melagrana: l'utilizzo spazia a 360%
La melagrana è un frutto che presenta senza dubbio grandi potenzialità commerciali, in primis per la sua bellezza e bontà gustativa. Ma è anche "un frutto da molto generoso - spiega Anna Molli, dell'azienda specializzata in importazione Amore Srl - in quanto, se prodotto e commercializzato con una logica adeguata, da soddisfazione a tutti gli attori della filiera. Per le sue innumerevoli modalità di utilizzo (fresco, trasformato, surgelato, farmacia e cosmesi, mangimi alimentari, ecc.), può essere paragonato ironicamente al maiale: della melagrana, infatti, non si butta via nulla, permette una vendita totale a seconda delle diverse selezioni che possono essere compiute".

"In Italia - prosegue la manager - la melagrana si consuma tutto l'anno e registra i consumi più elevati nei mesi più freddi. Come noto, le varietà più interessanti dal punto di vista commerciale sono tre: Akko (precoce), Hershovitz (intermedia) e, soprattutto, Wonderful (tardiva)". Molli rileva inoltre che "la vendita di melagrane nel nostro Paese si concentra sul prodotto fresco di grossa pezzatura, anche se ultimamente un'altra grande soluzione è la destinazione all'industria di trasformazione per la realizzazione di succo puro. Ancora oggi il 99% della vendita viene fatta sfusa su cartone tradizionale da 4, 4,5 o 5 Kg a seconda della varietà venduta".


Introdurre la tecnica colturale di Israele

Dino Bellussi, del gruppo Pomel, ha esposto la via maestra che dovrebbe seguire la filiera nazionale di produzione: "Per i produttori italiani c'è una sola strada: produrre frutti di qualità eccellente. Non possiamo infatti competere con produzioni turche o di altri Paesi che hanno costi molto inferiori ai nostri. Le possibilità di sviluppo sono ottime purché – sottolinea Bellussi – i produttori comprendano che è necessaria una conoscenza tecnica adeguata e non pensino di improvvisare con il solito "io so!"".

Il manager suggerisce di mettere a punto la tecnica colturale impiegata in Israele, che prevede di sostenere le piante con strutture metalliche e di contenere lo sviluppo per rendere più agevole la raccolta con la conseguente riduzione dei costi. "Con tale tecnica – spiega – si possono ottenere produzioni molto più elevate che con i normali sistemi adottati in quasi tutti i Paesi produttori. Si possono ottenere produzioni medie annue, a partire dal quinto anno, di oltre 300 q/Ha, con costi colturali di circa 0,35 €/Kg. Pertanto, in funzione di un prezzo di vendita variabile tra 1 e 2 €/Kg, un impianto in piena produzione può fornire una Plv variabile da 30 mila e 60 mila €/Ha che, depurati di tutti i costi commerciali, colturali e di confezionamento, consentono un reddito medio al produttore variabile da 6 mila a 30 mila €/Ha".








Il frutto è ricco di vitamina B6 e polifenoli

Alessandra Bordoni, dell'Università di Bologna, ha illustrato i principali nutrienti della melagrana: "Il frutto si distingue per essere una fonte naturale di vitamina B6 (0,31 mg/ 100g), occupando nel panorama della frutta la terza posizione, dopo avocado e castagne. Inoltre contiene polifenoli, in particolare antocianine ed ellagitannini, oltre ad acidi fenolici ed altri composti volatili che difendono l'organismo dallo stress ossidativo". Malgrado l'EFSA per il momento abbia consentito solo l'utilizzo dei claim nutrizionali legati alla composizione chimica del frutto, la melagrana è riconosciuta in tutto il mondo come un alimento funzionale ad elevata valenza edonistica. "Oggi c'è un grande interesse scientifico sull'argomento - prosegue - molte ricerche evidenziano gli effetti positivi di alcune varietà di melagrana nella sindrome metabolica, obesità, malattie cardiovascolari, tumore della mammella e della prostata, ecc.".

Facilitare l'uso del prodotto attraverso il punto di vendita

Anna Parello, di SG Marketig, ha esposto i risultati di un'indagine conoscitiva realizzata su 10 buyer di insegne nazionali e locali (iper e super), in rappresentanza del 49% di quota Lcc (largo consumo confezionato). I volumi sono ancora molto bassi: "Le 10 realtà intervistate hanno venduto nel 2013 5.358 quintali di prodotto, per un incidenza a volume sul reparto ortofrutta dello 0,002% e un prezzo medio ponderato che si è attestato a 2,70 €/Kg". In media, il campione intervistato prevede una crescita dei volumi pari al 17% entro i prossimi tre anni. Secondo i buyer, "i fattori che potrebbero frenare l'aumento del consumo sono la scarsa conoscenza delle modalità di consumo, il prezzo eccessivamente alto di alcune origini e la presenza di varietà di scarsa qualità organolettica". Si evidenzia, inoltre, un grande attenzione verso la proposta di melegrane di IV gamma (arillo già sgranato o succo fresco).

Per valorizzare al meglio la melagrana, spiega Parello, "bisogna ridurre sia le barriere al consumo, comunicando la semplicità d'uso (sgranatura) del prodotto e la sua versatilità, sia le barriere all'acquisto, facilitando il responsabile acquisto nel reperimento e nella visualizzazione del prodotto a punto vendita". Parello propone quindi una campagna di comunicazione istituzionale con il claim "Il tuo scrigno di bontà" per valorizzare le potenzialità del frutto, puntando su materiali informativi e cartelloni da collocare direttamente nei negozi e su attività di cross-category con lo sgrana melagrana o altri alimenti.





Tavola Rotonda "Melagrana, un percorso di sviluppo condiviso": puntare sulla qualità e commercializzare le produzioni all'estero in maniera organizzata

In virtù dell'incremento produttivo stimato in Italia, Trentini ha chiesto ai responsabili delle insegne distributive come andranno a promuovere la melagrana nell'ottica di aumentare le opportunità di consumo. "La mia disponibilità al processo di valorizzazione della melagrana è completa" ha dichiarato Giuliano Canella, di Alì Supermercati, che punta soprattutto sul prodotto di IV gamma. "Stiamo già testando - prosegue - su due negozi delle attività di cross-category tra semi di melograno e prosecco veneto, con ottimi risultati". "Bisogna capire come andare a creare un bisogno: chiaramente - sottolinea Alessio Orlandi (Conad) - sarà molto importante far vedere ai potenziali consumatori le modalità e le possibilità di consumare il prodotto, comunicando le sue principali proprietà nutrizionali". Germano Fabiani, di Coop Italia, crede fortemente nei valori dell'italianità: "L'auspicio è quello di un'offerta produttiva diversificata per varietà, che ci permetta di veicolare il prodotto italiano per 5-6 mesi. La produzione dovrà poi approfondire al meglio il tema della conservazione del prodotto".





Claudio Scalise
, di SG Marketing, ha proposto al settore produttivo di intraprendere un percorso coordinato nell'ottica di valorizzare il prodotto italiano soprattutto a livello internazionale. "C'è – ha spiegato - un mercato internazionale in crescita; ci sono potenzialità per il fresco e il trasformato, purché ci si riferisca sempre a standard elevati di qualità. Un percorso comune diventa essenziale per ottimizzare tutta la catena, dalla produzione al consumo, giungendo alla creazione di una piattaforma di comunicazione che racconti al meglio i vantaggi di questo prodotto. Per fare ciò, il supporto della grande distribuzione sarà molto importante".

In rappresentanza della produzione italiana, Egidio Mordenti (Terremerse) ha spiegato che a livello mondiale c'è spazio solo per un prodotto di alta qualità, che vada incontro al mercato del consumo fresco. "Crediamo molto sulla melagrana - ha dichiarato Mordenti – Non sono spaventato dall'improvvisa produzione che va ad eccedere di qualità, ma dall'improvvisazione che ci può essere in Italia, dove ognuno può produrre in areali non vocati, trovandoci così a competere con un prodotto di bassa qualità che può ridurre i prezzi. Sarebbe - sottolinea - già un grande lavoro creare un consorzio nazionale che detti le regole di base (controllo qualità di produzione e marketing), sul modello di MelaPiù". Da parte sua, Marco Venturelli (Maffco Unifrutti) ha spiegato che "non appena le produzioni italiane raggiungeranno quantitativi importanti, Unifrutti sarà disposta a inserire prodotti italiani nella gamma".

Daniele Bianchi
Deputy Editor
daniele@italiafruit.net

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