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mercoledì 4 giugno 2014


BATTERIOSI DEL KIWI, VERNOCCHI: RISPOSTE IMPORTANTI DALLA RICERCA, IN EMILIA ROMAGNA SI TORNA A INVESTIRE

Un’efficace risposta all'emergenza, frutto di un gioco di squadra tra Regione e Op, che ha consentito di bypassare il momento più critico grazie a valide indicazioni per convivere con il "nemico": Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, sintetizza così il risultato del progetto di ricerca e ?sperimentazione sulla batteriosi del kiwi condotto negli ultimi anni in Emilia Romagna. Dove, da questo autunno, si tornerà a investire e a impiantare actinidia.
L'ìniziativa è stata coordinata dal Crpv, finanziata dalla Regione e supportata dalle principali Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli nonché da imprese cooperative e private che svolgono attività di servizi e di innovazione tecnologica per l’agricoltura, istituti di credito compresi, "a dimostrazione  che questa coltura - sottolinea Vernocchi  - non è importante soltanto per il mondo agricolo ma per tutta l’economia del territorio".?
 
Davvero folto l’elenco delle realtà coinvolte nel progetto: Agrisol, Apoconerpo, Apofruit, Banca di Credito Cooperativo Ravennate & Imolese, Banca di Credito Cooperativo Romagna Occidentale, Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Ravenna, Centro Attività Vivaistiche, Consorzio Agrario Adriatico, Consorzio Agrario Ravenna, Consorzio Kiwigold, Eur.o.p.fruit, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Granfrutta Zani, Gruppo Salvi, Minguzzi Spa Consortile, Orogel Fresco, Pempacorer, Unitec.

Un’iniziativa, sottolinea Vernocchi, finalizzata a gettare un raggio di luce nel “buio” provocato da una malattia diffusasi con grande rapidità in tutti i Paesi produttori di kiwi portando alla quasi completa estirpazione della varietà gialla Hort 16A, più sensibile al batterio Pseudomonas syringae, pv. Actinidiae, e mettendo a dura prova in molte aree anche la tradizionale cultivar verde Hayward, ancora oggi la più coltivata.

"Va reso merito alla Regione di aver sostenuto i produttori colpiti dalla Psa e di aver creduto in questo progetto che ha dato risultati importanti pur senza investimenti milionari", commenta ancora Vernocchi.

Il progetto di ricerca ha consentito innanzitutto di approfondire la biologia del batterio che colpisce il kiwi, la sua epidemiologia e la sua dinamica infettiva. In Emilia Romagna l’attenzione del servizio fitosanitario e il continuo monitoraggio portato avanti dai tecnici delle cooperative, prosegue Vernocchi, sono stati determinanti per contenere il diffondersi della malattia a differenza di quanto successo in altre regioni del Paese.

Il progetto proseguirà per cercare ulteriori risposte in grado di consentire una convivenza sempre più “pacifica” con la batteriosi e sarà al centro di una conferenza stampa in programma  martedì prossimo, 10 giugno a Faenza (Ravenna), cui prenderanno  parte Tiberio Rabboni, assessore agricoltura Regione Emilia-Romagna,  Giampiero ReggidoriMaria Grazia Tommasini del Crpv, rappresentanti di Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli.

Durante un convegno organizzato dal Crpv a Faenza a fine aprile (cliccare qui per l'articolo di Italiafruit News) era emerso che la Psa sta proliferando sia in Italia sia in Emilia-Romagna (dove dal 2009 ad oggi sono stati individuati 552 casi per una superficie totale colpita pari a circa 2.000 ettari su 4.300 ettari di superficie coltivata), ma le recenti esperienze maturate hanno dimostrato che la convivenza è possibile mantenendo una produzione sostenibile e seguendo adeguate pratiche agronomiche.

La Psa però, in Italia, non demorde: in Trentino, durante il monitoraggio primaverile effettuato dai tecnici della Fondazione Mach e dall’Ufficio fitosanitario provinciale, sono stati rinvenuti nuovi focolai che lasciano prevedere un ulteriore ampliamento degli appezzamenti colpiti anche alle zone storicamente investite ad actinidia. I tecnici della Fondazione Mach invitano a segnalare casi di sospetto ritrovamento.

Mirko Aldinucci
editor
mirko@italiafruit.net

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