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mercoledì 12 novembre 2014


Si allungano i tempi di pagamento, Art.62 in discussione

Articolo 62 e tempi di pagamento, un tema sempre più attuale e... scottante. Alcuni parlamentari del Pd hanno presentato in Commissione Agricoltura del Senato un emendamento al Ddl per la Competitività del settore agricolo finalizzato a modificare la disciplina che regola i pagamenti dei prodotti alimentari introdotta dall’allora Ministro Catania; prevede che il Ministero delle Politiche agricole fissi con un Decreto i tempi di pagamenti - attualmente fissati a 30 giorni per i prodotti deperibili e 60 per i non deperibili - per ciascuna tipologia di merce.

Critico il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri: “Siamo contrari ad ogni ipotesi di messa in discussione dell’Art. 62 che disciplina i tempi di pagamento dei prodotti agricoli e alimentari. Il Parlamento eviti di intervenire con nuove modifiche normative, che creerebbe solo ulteriore confusione e difficoltà nella filiera”.

“Oltre alla necessità di adeguamento alle eventuali nuove disposizioni da parte di tutti gli operatori del comparto agroalimentare - prosegue Mercuri – l’approvazione dell’emendamento darebbe di fatto origine ad un periodo di vuoto normativo fino alla emanazione del nuovo decreto, per il quale non risulta fissato alcun termine”.

Tempi di pagamento più lunghi: i dati

I tempi di pagamento, intanto, si allungano: secondo  lo "Studio Pagamenti 2014" realizzato da Cribis D&B, la società del Gruppo Crif specializzata nelle business information e ripreso nei giorni scorsi da Repubblica Affari e Finanza, con  i loro ritardi le società più deboli stanno  creando problemi anche a fornitori  solidi che vedono crescere a vista d'occhio il volume degli insoluti.

La percentuale di imprese italiane che pagano con gravi ritardi le fatture è arrivata al 16,4% lo scorso mese di settembre, un valore in crescita rispetto al 15,7% del 2013 e quasi triplicato rispetto al 2010. Sull'altro fronte si registra inevitabilmente un calo delle aziende che pagano puntuali, passate dal 39,6% del totale di un anno fa all'attuale 37,5%. 

A mostrare un lieve miglioramento è solo la percentuale di imprese che salda i debiti entro 30 giorni: era del 45,1% nel terzo trimestre 2013 ed ha raggiunto il 46,1 nello stesso periodo di quest'anno.

Uno dei settori economici che ha accusato maggiormente le difficoltà economiche e la crisi dei consumi è stato il commercio al dettaglio. Le difficoltà colpiscono soprattutto le piccole imprese commerciali, spesso a conduzione familiare e meno innovative.

Il Nord Est risulta essere la macro-area geografica più affidabile con il 46,5% di pagamenti regolari e solo il 9,3% di pagamenti oltre i 30 giorni, mentre le imprese del Sud mostrano un comportamento più problematico con solo il 23,8% di pagamenti onorati alla scadenza e il 28,8% con ritardi significativi. Il Nord Ovest risulta sostanzialmente in linea: il 43,9% è puntuale e il 10,6% paga con gravi ritardi. Il Centro infine conferma l'andamento negativo già evidenziato da Cribis D&B negli ultimi trimestri: il 33% delle imprese paga puntualmente, il 47,6% entro un mese dalla scadenza e il 19,4% oltre i 30 giorni.

A livello di singole regioni, le più virtuose restano l'Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia mentre la Sicilia è "maglia nera": solo il 20,2% di imprese paga alla scadenza; situazione quasi altrettanto problematica in Calabria e Campania con percentuali analoghe.

“La situazione è critica servono controlli e sanzioni”, il commento allo studio di Francesco Pugliese, presidente e Ad di Conad che si è recentemente espresso sul tema (cliccare qui per leggere la news di Italiafruit). “Conad nel 2013 ha stipulato un accordo con UnicreditFactoring”. Obiettivo: bypassare il problema.


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