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giovedì 28 maggio 2015


Un tricolore a onde: ecco il segno unico distintivo

Presentato ieri al'Expo il segno unico distintivo dell'agroalimentare, strumento di promozione voluto e lanciato dal ministero delle Politiche agricole in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico.
Servirà a promuovere i prodotti italiani dell'agroalimentare sotto un'unica bandiera e a contrastare i prodotti contraffatti, il cosiddetto italian sounding; dopo qualche intoppo nella fase post-gestazione, diventerà operativo da subito, proprio all'Expo,

Piano straordinario per il made in Italy da 72 milioni di euro

Il marchio, è stato detto durante il lancio avvenuto in streaming, fa parte della strategia più ampia del governo ed è inserito nel Piano straordinario per il made in Italy per il settore agroalimentare per il quale sono stati stanziati 72 milioni di euro.

"È uno strumento in più a servizio delle imprese per aumentare l'export agroalimentare - ha commentato il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina - con l'obiettivo di arrivare a un valore di 50 miliardi di euro entro il 2020".

Un segno distintivo per le promozioni all'estero



"THE EXTRAORDINARY ITALIAN TASTE”, questo il nome di riferimento e la scritta che campeggia sotto il logo, che verrà utilizzato in occasione delle fiere internazionali, in attività di promozione all’interno dei punti vendita della grande distribuzione estera, nelle campagne di comunicazione e promozione in Tv, sui media tradizionali, su Internet e sui social media. Il tutto, è stato spiegato, per veicolare un’idea unitaria del Made in Italy dalle caratteristiche originali e dalla qualità distintive. Il marchio verrà appunto utilizzato fin dalle prossime giornate all’interno del Padiglione del Vino e del Padiglione del Cibo a Expo, proprio per cogliere l’occasione unica di visibilità offerta dall’evento di Milano.

Una genesi "tribolata": polemiche per la bandiera morsicata

Il segno unico, che si inserisce nel più ampio piano straordinario di internazionalizzazione del Made in Italy, messo a punto in collaborazione dal Ministero dello Sviluppo Economico è rappresentato da una bandiera italiana con tre onde che richiamano il concetto di crescita e di sviluppo e dalla scritta “THE EXTRAORDINARY ITALIAN TASTE”.

"Tribolata" la genesi del logo, come ricorda il sito agricolae.eu: a vincere il concorso di idee, al secondo tentativo – al primo giro erano state scartate tutte – era stata una bandiera morsicata poi sostituita con l'attuale bandiera “a gradini” ricurvi per mascherare il “morso” all’angolo che per qualcuno, al Ministero dello Sviluppo economico,  sembrava avere un’accezione negativa, prefigurando un vilipendio alla bandiera. Sarebbe così stato chiesto all’agenzia vincitrice di mettere mano al logo per modificarlo. 


«Agroalimentare più forte e riconoscibile»



“Da oggi l’agroalimentare italiano – ha spiegato Martina – sarà più forte e più riconoscibile sui mercati internazionali. Finalmente abbiamo un segno distintivo unico che aiuterà consumatori e operatori a identificare subito le attività di promozione dei nostri prodotti. Partiamo da Expo Milano 2015 per sfruttare questa straordinaria occasione di visibilità e proseguiremo con le azioni previste dal nostro piano di internazionalizzazione sui mercati strategici". 

Il Ministro ha aggiunto: "Nei prossimi tre anni investiremo oltre 70 milioni di euro per la promozione, imparando a fare squadra e a non disperdere in mille rivoli le risorse. Con il segno unico distintivo vogliamo fare un’operazione di riconoscibilità, creare un filo conduttore che leghi tutte le attività di promozione del vero prodotto italiano sullo scenario internazionale. Il nostro obiettivo è essere al fianco delle imprese che in questi anni hanno messo in campo energie, capacità di fare, passione, aziende che hanno consentito all’Italia di registrare una crescita del 70% dell’export agroalimentare negli ultimi 10 anni. Abbiamo chiuso il 2014 con 34,4 miliardi di euro, nel primo trimestre del 2015 siamo a oltre 8,7 miliardi di euro e il nostro obiettivo è arrivare a 36 miliardi a fine anno. Anche sfruttando bene l’Esposizione Universale di Milano possiamo farcela e puntare all’obiettivo di quota 50 miliardi di export nel 2020”.

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