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mercoledì 9 dicembre 2015


Cile: export di ciliegie in netto ritardo [REPORTAGE]

Mentre i nostri mercati cominciano a riempirsi di agrumi e verdure invernali, il Cile è nel pieno della raccolta delle ciliegie, che presto cominceranno ad arrivare anche sui mercati europei. Andiamo, quindi, a scoprire come funziona il sistema cerasicolo cileno, attraverso il reportage effettuato da Italiafruit News la scorsa primavera.

Il presidente del Chilean Cherry Committee, Cristian Tagle, ci accompagna durante la visita all'azienda San Francisco Lo Garces, nei pressi di Santiago del Cile. Le ciliegie cilene vengono prodotte nelle Regioni centrali del Paese a cavallo tra novembre e gennaio. L'industria cerasicola cilena è composta da circa 7mila aziende con dimensioni superiori ai 5 ettari e circa 8mila sotto i 5 ettari.

Export: Asia sempre più importante

Tagle ci spiega qual è stato lo sviluppo negli ultimi anni dell'export di ciliegie cileno. "Nel 2003 il 45% dei volumi veniva spedito in Nord America, circa il 30% in Europa e meno del 25% in Asia. Adesso, Asia e Nord America hanno invertito le proporzioni, con l'80% che raggiunge i Paesi dell'Est e meno del 15% che finisce negli Stati Nord Americani. Anche la quota europea si è ridotta". Tagle spiega che il mercato asiatico è diventato ormai la cartina tornasole dell'export cileno: gli esportatori prima guardano quello che accade, ad esempio, in Cina e poi valutano come comportarsi sui mercati già consolidati.



Il motivo? "L'Asia al momento garantisce dei margini di crescita decisamente più invitanti per noi, anche se a fronte di una richiesta qualitativa molto alta – spiega Tagle -. La domanda cinese si sta consolidando ed i prezzi si stanno allineando con quelli degli altri mercati, dopo un periodo di forte crescita. Competitors come Argentina, Nuova Zelanda ed Australia stanno crescendo altrettanto e noi dovremo essere bravi a mantenere la nostra leadership".

Europa mercato "caldo" a Natale

Il mercato europeo ha un trend stagionale molto particolare: l'inizio e la coda sono molto scarichi, a causa anche della forte competizione con i prodotti invernali dell'Emisfero Nord, ma solitamente si assiste ad un forte picco durante le settimane natalizie. Ma anche per gli altri mercati, spiega Tagle, il 60-70% dei volumi viene spedito nel giro di 4 settimane. "Quasi tutti i mercati ci chiedono calibri maggiori e colorazioni rosso scuro".



L'organizzazione degli esportatori attraverso i Comitati istituiti da Asoex (Associazione Esportatori cileni) ha garantito netti miglioramenti per l'intero comparto frutticolo ed anche le ciliegie ne hanno beneficiato. "Il Comitato non si occupa direttamente della commercializzazione per le singole aziende, ma solo di aprire porte in nuovi mercati o di consolidare quelli già esistenti. Per il Giappone, ad esempio, siamo riusciti ad eliminare l'obbligo di fumigazione sul prodotto, il che rende più veloce il processo logistico. Le ciliegie cilene impiegano attualmente 30-35 giorni per raggiungere i Paesi asiatici, 12-14 per gli Usa e 24-30 per l'Europa.

Dalla raccolta al post-harvest: investimenti in tecnologie

La raccolta avviene in base al colore e non a parametri organolettici; entro le due ore successive, le ciliegie vengono conservate a temperature più basse per un massimo di 65 giorni.

Molto importante è anche la manutenzione delle piante in campo: durante la visita, Tagle ci mostra l'impianto di copertura automatizzato, di cui molte aziende cilene dispongono. "Con questo riusciamo a coprire 1 ettaro in meno di un minuto. Dato che non possiamo coprire tutti gli alberi, ci assicuriamo di farlo almeno per le varietà precoci. In questa azienda siamo dotati anche di 1 pompa ad aria calda ogni 6 ettari, che serve ad invertire i flussi di aria fredda in caso di gelate. Da un punto di vista economico è un grosso investimento (circa 20mila dollari ad ettaro per la copertura e 15mila per pompa), ma sono precauzioni indispensabili se vogliamo mantenere alta la produttività e la qualità".



La gestione del prodotto in post raccolta è fondamentale per garantire la soddisfazione dei clienti. Tagle spiega che, a seconda della varietà e della qualità, le ciliegie vengono conservate in atmosfera controllata, monitorando i livelli di O2, CO2..



Al momento della visita (fine marzo), il centro di confezionamento stava lavorando le ultime prugne ed era pronto ad accogliere i kiwi cileni. Tuttavia, è stato possibile apprezzare ugualmente le tecnologie utilizzate nel post raccolta. Come si può intravedere anche dai seguenti video, ci sono linee di selezione manuale e meccanica che si alternano in vari step del processo. Ogni linea prevede l'impiego di 120 operatori con una produttività di 15 containers di prodotto al giorno nel pieno della stagione.


Stagione 2015-2016 in balia di El Nino

Per la stagione corrente, le stime rilasciate da Asoex ad ottobre parlavano di un raccolto totale di 140.000 tonnellate, +15% rispetto all'anno scorso. Tuttavia, a causa di piogge e gelate tardive legate ad El Nino, i volumi previsti sono scesi a 88 mila tonnellate. Significativo il dato parziale sull'export: fino alla settimana 46  sono stati spediti solo 32.600 box di ciliegie, mentre il dato nello stesso periodo dell'anno scorso parlava di 992mila circa. Una differenza, spiega Asoex in un recente comunicato, dovuta al posticipo del raccolto.



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